Martedì sera, il procuratore generale del New Mexico ha avviato una causa contro la società produttrice della app Fun Kid Racing: l'accusa é di aver violato la legge sulla privacy dei minori. Oltre alla Tiny Lab Productions, per la stessa violazione, sono finite sotto accusa anche le attività pubblicitarie online gestite da Google, Twitter e altre tre società. La suddetta legge sulla privacy mira a tutelare i dati personali dei minori di 13 anni, affinché non finiscano nelle mani di hacker o in operazioni di marketing. Il procuratore generale, inoltre, accusa Google di avere ingannato i consumatori includendo queste app nella sezione 'famiglia' di Play Store.

L'inchiesta del New York Times

Una recente inchiesta del New York Times ha dimostrato che non solo la Tiny Lab Productions ma, quasi tutte le società produttrici di app per bambini raccolgono dati violando la privacy sui minori. L'inchiesta ha esaminato a campione 20 app per bambini: 10 su Google Android e 10 Apple iOS. Su entrambe le piattaforme le app testate hanno inviato dati a società di monitoraggio.

I risultati ottenuti dal New York Times coincidono con quelli pubblicati in primavera da una ricerca universitaria, che ha esaminato ben 6.000 app Android gratuite per bambini. I risultati ottenuti dagli universitari hanno rilevato una condivisione di dati privati con società esterne, in più della metà delle app.

La legge sulla privacy per quanto riguarda il mondo digitale, tutela anche se non in modo eccellente, gli adulti che hanno la possibilità di accettare o meno la condivisione dei loro dati personali.

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Smartphone Apple

Per la tutela dei bambini tutto diventa più complicato: senza un permesso verificato da parte di un genitore, tutti i siti e le app non potrebbero raccogliere alcun tipo di dato personale. In realtà, su gran parte dei siti web così come nelle app, basta accettare le politiche sulla privacy, a prescindere dell'età, per consegnare i propri dati a terzi.

App gratuite? si pagano con la privacy

La maggior parte delle persone, durante il giorno, utilizza diverse app: chi per lavoro, chi per svago o semplicemente per contattare amici e parenti come come succede con WhatsApp.

Il più delle volte si tratta di app gratuite. Le società che le sviluppano però, non sono mosse dal loro spirito caritatevole, ovviamente puntano a un tornaconto economico. Per evitare di addebitare agli utenti il costo delle app, queste società vengono supportate dagli annunci pubblicitari che trattano i nostri dati personali.

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