La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA), agenzia federale americana per la sicurezza informatica, si trova in una situazione critica. Fonti parlamentari bipartisan e stakeholder del settore privato segnalano un grave compromesso nella sua capacità operativa, dovuto a tagli di personale, decurtazioni di budget e riallocazioni forzate al Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) durante il primo anno dell’amministrazione Trump.

Un’emorragia di personale e competenze

Nel corso dell’anno, CISA ha registrato una perdita di circa un terzo del proprio organico, pari a mille dipendenti, a causa di licenziamenti, buyout e trasferimenti obbligatori.

I tagli hanno inciso su iniziative cruciali, tra cui il contro-ransomware, la promozione dello sviluppo di software sicuro e la sicurezza delle elezioni. Interi team, inclusi quelli dedicati alla protezione dei processi elettorali, sono stati dismessi o ricollocati.

Riallocazioni interne e deficit operativo

Decine di dipendenti sono stati spostati verso altri uffici del DHS per sostenere le politiche sull’immigrazione promosse dall’amministrazione, riducendo ulteriormente la capacità di reazione della CISA a crisi cyber. Questo contesto ha portato a un calo del morale e a una paralisi operativa, indebolendo i legami con partner internazionali e aziendali.

Budget decurtati e programmi essenziali cancellati

La proposta di bilancio per il 2026 prevede una riduzione dei fondi destinati a CISA di circa 495 milioni di dollari. Tale taglio colpirebbe programmi chiave come la sicurezza elettorale, con l’eliminazione di 14 posizioni e un risparmio di circa 37 milioni di dollari, e comporterebbe riduzioni consistenti per il Cyber Defense Education and Training, il National Risk Management Center e lo Stakeholder Engagement.

Allarme bipartisan

Rappresentanti di entrambi gli schieramenti politici hanno espresso forte preoccupazione per la sicurezza nazionale, definendo alcune mosse «idiote» e «irrazionali». Questo segna un raro consenso bipartisan sulla necessità di una difesa digitale robusta.

Leadership incerta e fragilità istituzionale

La guida dell’agenzia appare debole, priva di un direttore permanente da gennaio 2025 e con un “acting director” in difficoltà. Fonti riportano problemi nella direzione e difficoltà nel tutelare il personale, con una leadership percepita come distante dalla missione principale dell’agenzia.

In sintesi, CISA si presenta oggi come un’agenzia spogliata di talento, budget e autorevolezza, indebolita in un momento di crescente intensità delle minacce cyber. Si rende necessaria una riflessione urgente su come riorganizzare e rafforzare nuovamente questa istituzione, fondamentale per la sicurezza informatica nazionale.