Silicon Valley ha costruito un candidato e ora sembra pronta a smontarlo. Ethan Agarwal, 40 anni, imprenditore seriale senza precedente esperienza politica, ha ufficialmente dichiarato la sua candidatura per il 17° distretto congressuale della California. Agarwal offre il suo volto e la sua reputazione come alternativa a Ro Khanna, un alleato di Bernie Sanders sul tema della wealth tax, considerato da molti un ostacolo per i donatori tech più facoltosi.
Il contesto politico dei tech donor
La posizione di Khanna è diventata problematica quando ha sostenuto pubblicamente l’imposizione di una tassa annuale del 5% sui miliardari, una proposta destinata a raccogliere stime da 4,4 trilioni di dollari in un decennio.
In risposta, l'ecosistema tech – la stessa “classe dei miliardari tecnologici” che un tempo ha sponsorizzato Khanna, con endorsement da parte di figure come Marc Andreessen, Sheryl Sandberg ed Eric Schmidt – ha ora deciso di puntare su Agarwal come alternativa.
Profilo del candidato e posizionamento
Agarwal vanta una laurea alla Wharton School, ha lavorato per tre anni in McKinsey e ha fondato Aaptiv, un’azienda di audio fitness venduta nel 2021. La sua più recente iniziativa è Coterie, una startup fintech sostenuta da Andreessen Horowitz. Nell’intervista rilasciata a TechCrunch, il candidato si è presentato come una figura pragmatica, consolidata in ambito locale, in contrasto con Khanna, percepito come troppo orientato verso l’agenda nazionale.
Proposte e differenze su temi chiave
Tra le proposte chiave di Agarwal figurano: tassare i prestiti contro garanzie patrimoniali (una strategia finora usata dai ricchi per evitare le tasse sui guadagni in conto capitale), aumentare le imposte sulle plusvalenze in California (attualmente al 13,4%) e applicare tasse sulla casa più alte per proprietà detenute da fondi di private equity rispetto alle residenze primarie.
Su temi etici, Agarwal propone un divieto al trading azionario per i membri del Congresso e delle loro famiglie, l’abolizione dei PAC aziendali e l’autolimitazione dei mandati – dichiara di volersi imporre un limite di cinque turni. Inoltre, promette di divestire completamente il proprio portafoglio non appena eletto, per evitare conflitti d’interesse.
Regolazione tecnologica e AI
In tema di regolazione digitale, Agarwal ritiene che il ruolo delle piattaforme sia mutato: da semplici host a curatori algoritmici, con conseguenze negative sulla salute mentale dei teenager, ma pur sempre lontano dall’attribuire loro responsabilità diretta sui contenuti. Per la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, vuole tutelare la supremazia tecnologica americana, con eventuali restrizioni in ambiti pericolosi ma senza frenare lo sviluppo di modelli innovativi. Accetterebbe un organismo indipendente tipo FDA per l’AI, purché apolitico e votato alla sicurezza nazionale.
Identità locale vs ambizione nazionale
Agarwal fa leva su un’identità profondamente locale: ha frequentato la scuola privata Harker nel distretto, conosce la comunità e frequenta le manifestazioni culturali locali.
A differenza di Khanna, per il quale guarda a Washington, Agarwal promette un impegno radicato nel territorio e un mandato temporaneo, non una carriera politica infinita.
La dinamica è paradossale: lo stesso ecosistema tech che tempo fa ha elevato Khanna, oggi è pronto a costruire un’alternativa – un candidato privo di esperienza politica ma con una spinta di capitale e network decisiva. Resta da vedere se questo ribaltamento sortirà l’effetto desiderato o, al contrario, alimenterà l’immagine di Agarwal come mero «veicolo delle frustrazioni dei miliardari» – un’accusa già mossa contro Khanna nel 2014, quando venne definito “owned” dal mondo tech.