Uber e l'azienda cinese WeRide hanno compiuto un passo decisivo nella mobilità autonoma: a fine marzo 2026 è stato inaugurato a Dubai il servizio di robotaxi completamente driverless, senza alcun operatore di sicurezza a bordo. Utilizzabile tramite l'app di Uber, il lancio segna un'accelerazione significativa nel piano di espansione in Medio Oriente, in linea con l'obiettivo di Uber di estendere i servizi a 15 città nei prossimi cinque anni.

Il debutto driverless a Dubai

Il servizio a Dubai evolve da un programma pilota (attivo fino a dicembre 2025, con operatore di sicurezza a bordo e senza costi).

Ora, l'operatività commerciale è pienamente autonoma in aree chiave come Dubai Silicon Oasis, Dubai Investment Park Second, Jabal Ali Industrial First, le periferie e il porto commerciale di Al Hamriya Port. La collaborazione è con Tawasul, operatore locale negli EAU. Il permesso per operare senza conducente è stato rilasciato il mese precedente dalla Roads and Transport Authority di Dubai, confermando la regione come terreno fertile per la guida autonoma, grazie a regolamentazione proattiva e partnership strategiche.

Investimenti e strategia

Uber detiene una partecipazione del 5,82% in WeRide, secondo i documenti depositati alla US Securities and Exchange Commission (SEC) a fine marzo 2026. L'investimento di 100 milioni di dollari effettuato nel 2025 ha aumentato il valore della partecipazione a circa 150 milioni di dollari, sulla base del prezzo di chiusura delle azioni.

Questo sottolinea il legame e l'interesse strategico di Uber a guidare la transizione verso una rete globale di robotaxi.

Il modello adottato è di tipo asset-light: WeRide fornisce la tecnologia, mentre Uber o partner locali gestiscono la flotta. Questo modello è già in uso per i servizi robotaxi driverless avviati ad Abu Dhabi da fine 2024 e per l'espansione a Riyadh, attivi tramite Uber con operatività completamente autonoma.

Espansione regionale e ambizioni globali

L'accordo tra Uber e WeRide prevede il lancio di almeno 1.200 robotaxi nel Medio Oriente entro il 2027, tra Abu Dhabi, Dubai e Riyadh, annunciato a inizio febbraio 2026. Attualmente, le operazioni driverless sono attive in tre città; le restanti 12 previste nel piano quinquennale saranno lanciate entro il 2030.

La filiale mediorientale di WeRide ha raggiunto la redditività operativa nel 2025, segnale di sostenibilità del modello. L'espansione si basa su una solida base normativa e su economie di scala che accelerano la crescita e riducono i costi.

Il futuro della mobilità autonoma

Il lancio a Dubai è un nodo strutturale per la diffusione della guida autonoma fuori da mercati maturi come Stati Uniti e Cina. Se Abu Dhabi è stata la prima operazione commerciale driverless nella regione, Dubai amplia copertura territoriale e varietà di contesti urbani, da aree industriali a zone marittime. Con centinaia di veicoli operativi e l'ambizione di migliaia entro il 2030, il percorso di Uber e WeRide è emblematico per l'evoluzione della mobilità urbana automatizzata.

La mobilità autonoma cresce così da fenomeno pilota a sistema commerciale scalabile. I prossimi mesi saranno cruciali per monitorare risposta del mercato, accoglienza utenti ed efficienza operativa. Il modello asset-light, unito all'espansione geografica e alla solidità degli investimenti, offre punti di osservazione privilegiati sulla traiettoria futura dei robotaxi globali.