Il 24 giugno 2026, il ministro olandese del Commercio, Sjoerd Sjoerdsma, ha tenuto un incontro cruciale a Washington con il segretario al Commercio statunitense Howard Lutnick e membri del Congresso. Al centro delle discussioni vi è il MATCH Act, una proposta di legge statunitense che intende estendere le restrizioni sull’esportazione verso la Cina. Tale normativa non riguarderebbe solo le avanzate macchine per la litografia EUV di ASML, ma anche le sue attrezzature DUV immersion, che attualmente sono consentite. L'approvazione di questa misura avrebbe un impatto diretto su un'azienda fondamentale per l'Europa e per l'intero settore dei semiconduttori.
Il ruolo di ASML nel mercato globale è significativo: la Cina contribuisce per circa il 19% alle vendite nette dei suoi sistemi. Questo rende la questione delle esportazioni un punto cruciale nella diplomazia economica europea e nelle relazioni transatlantiche. Il MATCH Act, introdotto nell’aprile 2026, non ha ancora superato l'esame della Camera né del Senato e la sua progressione è legata all'eventuale inclusione in un pacchetto legislativo più ampio.
La posizione olandese: cooperazione e autonomia
Sjoerdsma ha evidenziato che Stati Uniti e Paesi Bassi condividono l'obiettivo di prevenire che tecnologie sensibili possano finire in mani potenzialmente rischiose. Tuttavia, ha espresso preoccupazione, affermando che «se la collaborazione si trasforma in coercizione… questo ci allarma».
Ha inoltre richiamato l'attenzione su una possibile limitazione della sovranità nelle decisioni di politica industriale del Regno dei Paesi Bassi.
ASML: esclusività tecnologica e implicazioni geopolitiche
ASML è l'unico produttore globale di macchine litografiche EUV di precisione, essenziali per la realizzazione di chip avanzati destinati all'intelligenza artificiale (AI) e ad altri settori strategici. Questo monopolio tecnologico conferisce all'Europa una posizione di influenza cruciale, ma al contempo crea tensioni nelle relazioni internazionali, specialmente con Washington, che mira a un controllo più rigoroso delle tecnologie sensibili.
Contesto politico e autonomia tecnologica
Questo scenario si inserisce in una più ampia strategia dell'Unione Europea, nota come «tech sovereignty».
Il progetto, lanciato all'inizio di giugno 2026, mira a diminuire le dipendenze esterne in settori strategici quali i semiconduttori, il cloud e l'intelligenza artificiale, favorendo così una maggiore autonomia industriale e resilienza per l'Europa.
Implicazioni strategiche per l'Europa
La crescente tensione tra la necessità di difendere i propri mercati – in particolare l'accesso della Cina alle tecnologie olandesi – e i vincoli imposti dagli alleati, pone l'Europa di fronte a una scelta complessa. Dovrà decidere se allinearsi a un'agenda di sicurezza globale dettata dagli Stati Uniti o rafforzare la propria autonomia normativa e tecnologica, proteggendo aziende strategiche come ASML.
Qualora il MATCH Act dovesse essere approvato, il rischio concreto sarebbe una significativa limitazione delle attività commerciali di ASML verso la Cina.
Ciò comporterebbe un danno economico, intaccando il 19% dei ricavi dell'azienda, e più in generale, comprometterebbe la capacità dell'Europa di porsi come attore indipendente nel panorama della geopolitica tecnologica.
La visita di Sjoerdsma, in definitiva, non rappresenta solo una mossa difensiva, ma un chiaro segnale: l'Europa intende salvaguardare la propria libertà industriale, tutelando al contempo gli asset strategici fondamentali per il suo futuro tecnologico.
Il punto cruciale è riassumibile: l'Europa aspira a essere un partner nel dialogo globale, e non un soggetto di imposizioni unilaterali.