Una recente indagine condotta da Indire e dal Festival dell’Innovazione Scolastica rivela che il 94% degli studenti utilizza strumenti di intelligenza artificiale, con il 62% che ne fa uso almeno una volta a settimana. La ricerca, intitolata “Io e l’Intelligenza Artificiale”, è stata presentata presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica a Roma il 14 settembre 2026, coinvolgendo 5.342 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado su tutto il territorio nazionale.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale si estende anche all’ambito didattico: l’84% degli intervistati la impiega per lo studio, coprendo materie che vanno dall’italiano alla matematica, dalla scrittura allo svolgimento di esercizi.

In alcune realtà scolastiche, la percentuale di studenti che dichiara un impiego quasi quotidiano della tecnologia digitale, inclusa l’IA, raggiunge il 70-80%. Nonostante la diffusa adozione, emerge una chiara percezione di rischio: il 44% degli studenti teme che l’IA possa diminuire la propria capacità di pensare autonomamente, mentre il 26% individua nella perdita del senso critico uno dei pericoli maggiori per il futuro.

Percezioni e abitudini: l'IA tra controllo e uso personale

I dati dell’indagine evidenziano che il 54% degli studenti auspica che l’intelligenza artificiale rimanga sotto stretto controllo umano. Un dato significativo riguarda l’uso dell’IA come confidente: il 53% l’ha utilizzata almeno una volta per sfogarsi o affrontare problemi personali, una pratica più diffusa tra le ragazze e gli studenti più giovani.

Dal punto di vista economico, il 77% degli utenti ricorre a versioni gratuite dei servizi di IA.

L’analisi approfondita ha coinvolto le scuole aderenti alla rete del Festival. Un aspetto interessante emerso è il cosiddetto “paradosso della fiducia”: gli studenti che si fidano ciecamente dell’IA o che, al contrario, ne diffidano totalmente, tendono a verificare meno le informazioni ricevute. Al contrario, coloro che manifestano una fiducia moderata sono più propensi a effettuare controlli frequenti. Questo suggerisce che la semplice familiarità con lo strumento non si traduce automaticamente in una maggiore capacità di valutarne criticamente le risposte.

Il dibattito in Senato: opportunità e rischi dell'IA

Durante la presentazione in Senato, è intervenuto Mauro Magatti, professore ordinario di Sociologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Magatti ha descritto l’intelligenza artificiale come un “farmaco”, sottolineando la sua duplice natura di cura e potenziale veleno. Ha enfatizzato l’urgenza di definire obiettivi etici chiari, promuovere la sperimentazione dal basso e incrementare gli investimenti nella scuola per affrontare efficacemente le sfide educative poste da questa tecnologia ambivalente.