A Sydney, l'8 ottobre 2026, la Commissione australiana per l’informazione (OAIC) ha formalmente avviato un'inchiesta approfondita sulla raccolta e conservazione dei dati personali legati all'uso degli occhiali smart Anko. Questi dispositivi, commercializzati a basso prezzo e dotati dell’applicazione HeyCyan, sono prodotti in Cina dalla Shenzhen Qingcheng Future Technology Co. Ltd, società al centro del procedimento per le sue pratiche privacy.
Gli occhiali Anko, oggetto dell'indagine, sono stati venduti da Kmart e utilizzano il software HeyCyan.
La medesima applicazione è impiegata anche con altri prodotti economici disponibili attraverso piattaforme come Big W Marketplace e Amazon. L'attenzione dell'autorità australiana si concentra in particolare sul funzionamento di questi dispositivi, sulle modalità di registrazione delle informazioni, sull'accesso ai dati registrati e sul luogo di conservazione di tali dati.
Le indagini dell'autorità australiana
L’OAIC ha monitorato la diffusione degli smart glasses sin dall'inizio del 2026. A seguito di una richiesta dell'Attorney-General nell'agosto 2026, la Privacy Commissioner ha intrapreso un esame delle implicazioni per la vita privata derivanti dall'uso di questi dispositivi. Dal 12 agosto 2026, sono state inviate richieste preliminari a diversi produttori e distributori, tra cui Meta, Kmart, Google e, significativamente, la Shenzhen Qingcheng, con l'obiettivo di ottenere chiarimenti tecnici e organizzativi essenziali.
La società cinese, tuttavia, non ha fornito alcuna risposta alle richieste preliminari. Carly Kind, commissaria per la protezione della vita privata, ha sottolineato come questa mancata collaborazione sia stata la motivazione principale per l'apertura dell'inchiesta. Ha dichiarato: “In assenza di risposta della Shenzhen Qingcheng alle richieste preliminari della Commissione, non abbiamo la garanzia che l'impresa protegga i dati personali degli australiani, come esigono le norme del Privacy Act”. La commissaria ha inoltre aggiunto che “Questo silenzio solleva inquietudine riguardo alle pratiche, procedure e sistemi dell'ente per proteggere le informazioni personali che detiene”.
L'apertura formale dell'indagine conferisce all'autorità australiana la possibilità di esercitare poteri più ampi, inclusa l'emissione di avvisi obbligatori per la raccolta di informazioni.
La Privacy Commissioner ha anche provveduto a informare i rivenditori dei dispositivi che utilizzano l’app HeyCyan, esprimendo le proprie preoccupazioni e invitando i dettaglianti interessati a valutare attentamente se sia opportuno continuare a mettere a disposizione questi prodotti sul mercato.