Il dibattito sul Model Context Protocol (MCP) in Figma evidenzia una crescente tensione nell'evoluzione degli strumenti creativi: la necessità di aprire i dati agli agenti di intelligenza artificiale senza trasformare la collaborazione in una superficie di rischio incontrollata. Dylan Field, cofondatore e CEO di Figma, ha descritto il protocollo come uno standard utile ma non ancora maturo. Questa posizione, pur non essendo di chiusura – l'azienda sta infatti ampliando il supporto al protocollo open source e annunciando nuove integrazioni – sottolinea che l'apertura dei contesti di lavoro agli agenti AI non può essere considerata una questione puramente tecnica.

Model Context Protocol: apertura, ma con limiti chiari

Il Model Context Protocol, noto anche come MCP, è stato concepito per standardizzare l'accesso di agenti AI e strumenti esterni a dati, file, servizi e ambienti di lavoro. Per Figma, ciò implica consentire a sistemi automatizzati di interagire con elementi di design, specifiche, asset e workflow. Field ha riconosciuto il valore intrinseco di un ecosistema più aperto e interconnesso, ma ha anche evidenziato che l'MCP non è un protocollo perfetto e che, nella sua configurazione attuale, sembra favorire in modo sproporzionato i grandi laboratori AI di frontiera.

La questione più delicata risiede nella simmetria dell'accesso. Se una piattaforma come Figma espone un volume crescente di dati progettuali attraverso l'MCP, aumenta parallelamente la probabilità che tali dati possano essere impiegati in modi non previsti.

Sebbene Field abbia specificato che la maggior parte degli utenti non nutre intenzioni malevole, è fondamentale che un'infrastruttura aperta sia concepita tenendo conto anche dei potenziali abusi. Il caso MCP Figma si configura quindi come un cruciale banco di prova per la governance dei dati all'interno dei software collaborativi.

Config India 2026: Figma spinge su codice, specifiche e AI

Il quadro si completa con gli importanti annunci fatti durante Config India 2026. Figma ha introdotto Code Layers in open beta, una funzionalità innovativa che integra codice funzionante direttamente nel canvas di design. Questa novità permette ai team di trasformare interfacce esistenti in prototipi operativi, di importare progetti leggeri direttamente da GitHub o da cartelle locali, e di acquisire siti web tramite un'estensione Chrome.

In questo contesto, l'MCP assume un ruolo centrale, fungendo da cerniera tra gli strumenti di coding, gli agenti AI e l'ambiente visuale.

Parallelamente a Code Layers, l'azienda ha lanciato Figma Specs, uno spazio collaborativo dedicato alla documentazione in formato Markdown, ai Product Requirements Documents (PRD), ai diagrammi e ai riferimenti progettuali. L'obiettivo primario di Figma Specs è mantenere le decisioni tecniche e di design all'interno dello stesso contesto.