La visione di una self-driving company, un’organizzazione in cui gli agenti di intelligenza artificiale gestiscono gran parte delle operazioni, non è più un concetto futuristico, ma una realtà in evoluzione. Amjad Masad, CEO e co-fondatore di Replit, ha delineato questo scenario, affermando che il futuro del lavoro vedrà gli esseri umani mantenere un ruolo centrale nel giudizio, nella definizione delle priorità e nelle decisioni qualitative, mentre l'AI si occuperà delle attività operative.

Questa prospettiva, emersa durante l'evento TechCrunch Disrupt, evidenzia come l'automazione stia superando la semplice scrittura di codice per integrarsi profondamente nei processi aziendali, dalla gestione dei ticket alla pianificazione strategica e alle scelte architetturali.

L'AI, in questo contesto, non si limita a essere un assistente, ma diventa parte integrante dell'infrastruttura operativa.

La "self-driving company" secondo Replit

Replit sta già implementando il modello della self-driving company, dove gli agenti AI non sostituiscono l'intervento umano, ma lo supportano attivamente. Un esempio concreto è il supporto clienti: prima che un ticket venga assegnato a un operatore, un agente AI analizza in modo autonomo issue su GitHub, porzioni di codice, attività registrate in Linear e altre informazioni pertinenti. Questo lavoro preliminare consente all'operatore di intervenire con un contesto già preparato, e l'eventuale implementazione di una patch può essere attivata da un altro agente con un semplice comando.

Il cambiamento più significativo è di natura culturale. Masad sottolinea che l'introduzione degli agenti AI sta trasformando la natura del lavoro, piuttosto che eliminarlo. Meno tempo è dedicato ad attività ripetitive e più risorse umane vengono allocate alla pianificazione, alla progettazione, alla creatività e al confronto. In questa nuova configurazione, il valore umano si concentra su aspetti che l'intelligenza artificiale fatica ancora a formalizzare: il gusto, la capacità di stabilire priorità, la responsabilità e l'abilità di scegliere tra alternative complesse.

Dall'assistenza al codice all'infrastruttura operativa

L'evoluzione del concetto di self-driving company si estende oltre la semplice assistenza alla programmazione, trasformando gli agenti AI in una vera e propria infrastruttura operativa.

Nei primi sei mesi del 2026, Replit ha registrato una notevole crescita della produttività ingegneristica. Questo incremento è attribuito non solo agli assistenti di coding, ma a un'architettura più complessa che include runtime per agenti, micro-VM, file system remoti, policy di accesso, sistemi di audit logging e protezioni zero-trust.

La tesi centrale è che un agente AI isolato offre un valore limitato. Il suo potenziale si realizza pienamente quando ha accesso controllato a diversi sistemi aziendali, diventando così parte integrante del "sistema nervoso" dell'impresa. In questo modello, gli agenti AI partecipano attivamente a processi come le code review, l'analisi degli incidenti e l'identificazione delle cause radice.

L'obiettivo non è delegare interamente le operazioni alle macchine, ma costruire cicli verificabili di esecuzione, controllo, correzione e test. La self-driving company, in questa accezione, non è un'azienda priva di persone, bensì un'organizzazione in cui numerose operazioni seguono cicli automatizzati, sempre sotto la supervisione umana.