A Parigi, il 4 novembre 2026, è stato reso noto un attacco ibrido che ha preso di mira celle frigorifere contenenti sangue di donatori ed emoderivati vitali. L'azione ha colpito un gestore di frigoriferi che opera per conto dell'Istituto francese del sangue. La Ministra della Salute e l'Istituto del sangue hanno dichiarato che l'episodio si è concluso senza alcun impatto sanitario per i prodotti conservati.

Il servizio trasfusionale nazionale francese ha comunicato che hacker sono riusciti ad accedere ai sistemi di controllo, innalzando drasticamente le temperature in tre celle frigorifere.

Queste custodivano emoderivati vitali a -30 gradi, ma i sistemi sono stati portati fino a 110 gradi. L'attacco ha riguardato apparecchiature cruciali per la conservazione a temperatura controllata di tali materiali.

Accesso ai sistemi e intervento tecnico

Nei sistemi colpiti, le soglie di temperatura e sbrinamento sono state innalzate a livelli pericolosi. Gli allarmi hanno consentito un tempestivo intervento tecnico, prevenendo la compromissione dei prodotti. Gli emoderivati interessati sono stati prontamente trasferiti in altri siti e il monitoraggio delle apparecchiature è stato notevolmente rafforzato.

L'attacco non ha colpito direttamente l'Istituto francese del sangue, bensì celle frigorifere gestite da appaltatori esterni.

Tra i prodotti custoditi figuravano sacche di plasma, essenziali per trasfusioni e produzione di medicinali. Le autorità francesi per la sicurezza informatica e il Ministero della Salute sono state immediatamente informate dell'episodio.

Il ruolo fondamentale del servizio del sangue francese

L'Istituto francese del sangue opera come servizio pubblico di trasfusione in Francia, occupandosi di raccolta, test, preparazione e distribuzione di prodotti vitali come sangue, plasma e piastrine. La sua estesa rete serve oltre 1.900 ospedali e supporta più di un milione di pazienti ogni anno, sottolineando la sua importanza.

L'episodio evidenzia l'importanza critica della conservazione a temperatura controllata nella gestione degli emoderivati.

La modifica dei parametri nelle tre celle ha richiesto l'attivazione di urgenti procedure tecniche e il conseguente spostamento dei prodotti. Le informazioni disponibili confermano che l'intervento tempestivo ha scongiurato danni significativi.