L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha acceso i riflettori su un'importante intesa nel settore delle telecomunicazioni, avviando formalmente un'istruttoria sull'accordo di RAN Sharing siglato tra Tim e la nuova entità Fastweb-Vodafone. Questa mossa dell'Antitrust, che di fatto "frena" l'avanzamento dell'intesa, mira a valutare attentamente se la condivisione della rete di accesso radio per lo sviluppo del 5G possa configurare un'intesa restrittiva della concorrenza. Il provvedimento, adottato durante la riunione del 21 aprile e reso pubblico con la pubblicazione nel Bollettino dell'11 maggio 2026, concede ai due operatori sessanta giorni dalla notifica ufficiale per richiedere di essere ascoltati dall'Autorità e presentare le proprie argomentazioni.
Dettagli dell'accordo e tempistiche dell'istruttoria AGCM
L'accordo in questione, che vede protagonisti Tim e Fastweb-Vodafone, prevede una significativa riorganizzazione infrastrutturale del territorio italiano. Il progetto stabilisce la divisione del Paese in due macro-aree operative distinte, con l'impegno di ciascun operatore a sviluppare e potenziare la rete 5G in dieci regioni specifiche. L'obiettivo primario è quello di garantire una copertura capillare, concentrandosi in particolare sui comuni con una popolazione inferiore ai trentacinquemila abitanti. Entro il 2028, l'ambizioso piano prevede la realizzazione di ben quindicimila cinquecento nuovi siti di trasmissione, con proiezioni di risparmi considerevoli, stimati in trecento milioni di euro per ciascun operatore nell'arco di un decennio.
L'istruttoria avviata dall'AGCM, un procedimento complesso e articolato, dovrà giungere a una conclusione definitiva entro il 30 aprile 2027, data entro la quale si attende il verdetto dell'Autorità sulla validità e la conformità dell'accordo alle normative sulla concorrenza.
Implicazioni per il mercato delle telecomunicazioni e quadro regolatorio
L'accordo di RAN Sharing, sebbene sia stato regolarmente pre-notificato alle autorità competenti, si inserisce in un contesto di costante dialogo tra i vertici delle aziende coinvolte e gli enti regolatori. L'intento dichiarato di questa collaborazione è quello di accelerare in modo significativo lo sviluppo e la diffusione della rete 5G su scala nazionale, contribuendo attivamente a favorire l'inclusione digitale dei cittadini.
Nonostante le finalità dichiarate, l'Antitrust si propone di accertare con rigore se questa partnership strategica tra due dei principali operatori del settore delle telecomunicazioni possa, di fatto, limitare la concorrenza, alterando le dinamiche di mercato. Il procedimento istruttorio si svolgerà nel pieno rispetto dei termini e delle procedure previste dalla normativa vigente, garantendo a Tim e Fastweb-Vodafone la possibilità di presentare le proprie osservazioni e difese, elementi cruciali per la valutazione finale dell'Autorità.
Nel frattempo, il settore delle telecomunicazioni italiano osserva con grande attenzione le evoluzioni di questo procedimento e le possibili ripercussioni che l'esito dell'istruttoria potrebbe avere sulle dinamiche infrastrutturali e competitive.
La questione assume un rilievo ancora maggiore alla luce di recenti iniziative legali e contenziosi che hanno interessato la gestione delle torri di trasmissione, evidenziando un quadro di forte tensione e trasformazione nel panorama delle infrastrutture di rete.