Ogni anno dalla sua istituzione (nel 1977), la giornata dell'8 Marzo è associata all'International Women's Day, comunemente conosciuta come Festa della donna.

Al di là delle mimose e degli auguri, il 2017 ha visto una mobilitazione pari a poche altre proprio in questa occasione, grazie all'iniziativa #ADayWithoutAWoman, che ha preso corpo con le proteste della Women's March di Washington e si è fatta strada oltre gli Stati Uniti, radunando milioni di persone in tutto il mondo.

La protesta di #ADayWithoutAWoman

L'Hashtag #ADayWithoutAWoman, ovvero "Un giorno senza una donna", è stato lanciato qualche mese fa, in riferimento all'organizzazione delle proteste contro la Presidenza Trump, nello specifico il 21 Gennaio di quest'anno. L'obiettivo era far luce sul ruolo essenziale ricoperto dalle donne nell'economia e nella società statunitensi, nonché su scala globale.

Viste l'ampia partecipazione e le premesse, la mobilitazione è stata portata avanti anche in occasione della Giornata Internazionale della Donna, unitamente ai collettivi di vari altri Paesi.

La formula scelta è quella dello "sciopero globale", che questo 8 Marzo ha svuotato uffici, luoghi pubblici e case, in favore delle proteste tra strade e piazze di Stati Uniti ed Europa - ad eccezione di alcune città (come Londra, ad esempio), dove si è scelto di anticipare o posticipare il giorno della protesta.

In Italia: "Lotto Marzo"

L'iniziativa globale ha raggiunto anche le molte associazioni italiane che si occupano di diritti delle donne, violenza di genere e parità.

In particolare, l'appello è stato raccolto da "Non Una di Meno", da "Pasionaria", dai Centri Antiviolenza e da altri collettivi locali.

Migliaia sono state le partecipazioni, diffuse in tutte le principali città italiane: da Milano a Roma, da Napoli a Torino, lo slogan, insieme al motto italiano #LottoMarzo, ha portato avanti la marcia di donne e uomini.

Non sono mancate le polemiche.

Da una parte, qualcuno ha criticato la scelta di aderire alla manifestazione, seppure questa sia da considerarsi come una presa di posizione personale.

Dall'altra, invece, molte persone hanno condannato la strumentalizzazione avvenuta da parte di alcuni apparati pubblici, come ad esempio la rete dei trasporti, della scuola e della sanità. In tal senso, il problema sarebbe stato dato dall'uso del termine "sciopero", che avrebbe legittimato i sindacati a proclamare una sospensione dei servizi, durante la quale avrebbero scioperato molti uomini che nulla avevano a che vedere con le proteste, amplificando disagi e incomprensioni.

Altre critiche sono sopraggiunte da alcune categorie di donne che non si sono potute permettere di interrompere le attività lavorative in favore della protesta, o che ne sono rimaste danneggiate - ad esempio, per via degli scioperi citati.

Nel bene e nel male, questo 8 Marzo è andato oltre allo scambio di auguri e di fiori.

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