A nemmeno ventiquattro ore dall'insediamento del 45esimo Presidente degli Stati Uniti, ecco che Washington si appresta ad ospitare un altro importante evento, unico nel suo genere: la Women's March. Una vera e propria camminata di protesta contro il nuovo presidente Donald Trump, al suo primo giorno di lavoro. Un movimento che inneggia al rispetto dei propri diritti, alla sicurezza, alla salute, alla famiglia. Un'aggregazione spontanea nata in seguito alle molte linee guide del programma Trump, non certo amichevoli verso cittadini stranieri e musulmani, ma anche Nativi americani, omosessuali, disabili e vittime di violenza sessuale.

I diritti prima di tutto

Capoguida del movimento la dignità ed il rispetto verso le donne, di cui Trump, ha fatto molto parlare di sé, a causa di atteggiamenti irrispettosi e vocaboli piuttosto denigranti. Scrivono gli organizzatori nella loro pagina web (womensmarch.com): "Siamo convinti che i diritti delle donne, siano diritti umani ed i diritti umani siano diritti delle donne. Dobbiamo creare una società, in cui le donne - incluse le donne nere, le Native, le donne povere, le immigrate, le disabili, lesbiche e trans -siano libere ed in grado di prendersi cura e nutrire le loro famiglie, in qualsiasi modo esse siano composte, in sicurezza, in un ambiente sano e libero da impedimenti strutturali."

Punti chiave del programma sono l'auspicabilità della fine delle violenze sulle donne, poter godere di diritti riproduttivi, senza quindi restrizioni da parte del Governo, potendo accedere dunque a tutti i servizi medici atti a favorire la fertilità, ma anche diritti garantiti per lesbiche e transessuali.

Anche quelli lavorativi dovrebbero essere equiparati a quelli maschili, così come dovrebbero essere scontati quelli per disabili ed immigrati. Un capitolo a parte viene riservato alla giustizia ambientale e come il movimento creda fermamente nella salvaguardia della natura e in strategie per ridurre l'inquinamento.

Tantissime adesioni, molte le celebrità

Moltissime le donne che hanno aderito al movimento, da nomi affermati nella giurisdizione e nelle università americane a tantissime star ed artiste che hanno scelto di marciare insieme su Washington. Attrici come Scarlet Johansson, America Ferrera, Jessica Chastain ma anche top model come Alexa Chung o cantanti quali Katy Perry e Regina Spektor.

Anche nomi noti maschili hanno aderito alla marcia come Robert De Niro e Mark Ruffalo.Il raduno comincerà alle 10 di sabato mattina e durante il percorso saranno previste performance ed interventi da parte degli attivisti. Molte le donne che impossibilitate a raggiungere Washington si sono organizzate autonomamente per marciare nelle rispettive città in segno di adesione e solidarietà alla Women's March. Gli stessi organizzatori auspicano in un movimento globale, non solo americano ma in tutte le città del mondo, oggi come tutti i prossimi giorni a venire. Anche in Italia la marcia ci sarà, con appuntamento a Milano alle 11 in Piazza della Scala, a Roma alle 11 di fronte al Pantheon e a Firenze alle 12 in Piazza della Repubblica.

Perché l'appello è chiaro: Hear our voice, ascolta la nostra voce.

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