La procura di Torino ha aperto un'inchiesta per la sparizione nel cimitero di Rivoli della bara di una donna morta nel 1989, all'età di 49 anni. La figlia 51enne, Barbara Iammarino, ha scoperto il 12 giugno scorso che la tomba sulla quale ha pianto era vuota: "Il corpo mia madre non c'era: quando hanno eseguito le operazioni per il trasferimento delle ossa in una celletta dopo trent'anni, la bara non si trovava. Non c'era nulla, neppure la targa".

La prima convocazione dell'ufficio cimiteriale

La madre dell'impiegata Barbara Iammarino era una sarta del villaggio Leumann di Grugliasco, dove si era trasferita dal Veneto, insieme alla sua famiglia negli anni '50.

La signora era deceduta a causa di una malattia che l'aveva portata alla morte in poco tempo e, per sua volontà, era stata seppellita sottoterra nel cimitero di Rivoli nel 1989. "Nel 2004 - ha spiegato la figlia - il Comune ci contattò in quanto a distanza di 15 anni occorreva valutare lo stato di decomposizione della salma". Allora lei si recò con suo padre al cimitero e insieme controllarono da lontano le operazioni. Gli operatori cimiteriali dell'epoca gli comunicarono e misero anche a verbale, che il corpo della madre era intatto. E così la tumulazione non avvenne: gli addetti rimasero la bara al proprio posto, risistemando la tomba .

La seconda convocazione del cimitero

Verso la fine del 2019, a distanza di 30 anni dalla morte di sua madre, l'ufficio cimiteriale del Comune ha convocato nuovamente la signora Barbara Iammarino, in quanto, per legge, occorreva trasferire il feretro.

"Avremmo potuto optare per la cremazione o per lo spostamento in una celletta - ha raccontato la figlia - Ma dopo aver scavato, gli addetti non hanno trovato nulla. Dopo pochi giorni mi hanno convocata ancora per assistere a degli scavi laterali, rispetto al punto in cui doveva trovarsi la bara della donna.

L'operazione non ha ottenuto alcun risultato. Hanno trovato gli altri feretri, ma non mia madre".

La figlia cerca la verità

Barbara Iammarino non demorde: ora vuole sapere che fine ha fatto la bara di sua madre. Ogni dieci giorni per 16 anni ha messo su una tomba vuota un'orchidea e delle rose bianche "che a lei piacevano tanto".

Barbara ha gradito le scuse da parte del Comune: "Mi ha telefonato un assessore che non è colpevole di tutto ciò, perché è stato eletto da 18 mesi, per esprimere quanto fosse dispiaciuto in merito. Ho apprezzato tanto questo gesto, però io e mio fratello non vogliamo questo. Vogliamo la verità".

"Nello stesso cimitero questo non è l'unico caso segnalato - ha asserito l'assessore alle politiche cimiteriali locali, Andrea Filattiera - Ci sono delle indagini in corso. È chiaro che ci dispiace anche dal punto di vista umano, ma siamo in carica da poco e non possiamo sapere cosa sia accaduto prima".

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