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Questa sera grande puntata di Masterchef: i concorrenti al titolo più ambito dagli amanti della cucina dovranno cucinare in esterna per i 100 ospiti all'aftershow della sfilata dello stilista Tom Rebl. Impresa non facile, soprattutto per la raffinatezza e l'esclusività dell'occasione. 

In attesa del nuovo appuntamento con il talent show culinario di Sky, ieri il programma scritto e condotto da Daria Bignardi Le invasioni barbariche ha ospitato il giudice forse più amato, Joe Bastianich. L'imprenditore italo-americano, noto per l'uso libero e bizzarro che fa della nostra lingua, ha presentato in tv il suo libro di memorie, dal titolo Giuseppino, ispirato al nome con cui lo chiamava da piccolo la nonna Erminia, emigrata in America dall'Istria. Bastianich racconta la storia difficile e appassionante della sua famiglia, sottolineando il coraggio mostrato dai suoi nonni nel lasciare la loro terra d'origine per un mondo sconosciuto, in cui ricominciare tutto daccapo. Ammirazione, ma anche, a volte, il ricordo di un senso di vergogna per una realtà umile e differente rispetto a quella in cui il piccolo Joe si sarebbe poi inserito. Con grande schiettezza, Bastianich ammette di essersi spesso vergognato dei suoi: «a merenda io portavo il panino con la trippa, i miei compagni il pane bianco con marmellata e burro d'arachidi. Io volevo assimilarmi, ma ero diverso». Mentre i genitori dei suoi compagni erano professionisti e benestanti, i suoi mandavano avanti un ristorante e non avevano grande disponibilità economica. Nasce da questo senso di emarginazione provato da bambino la sua voglia di riscatto e la sua ambizione. Durante un gioco proposto da Daria, Joe confessa: «sono stato cresciuto in un modo tale da essere sempre impaziente».

Un bambino isolato e desideroso d'integrazione, che ama la famiglia, ma avverte la sua diversità, dunque, che sarebbe diventato poi un giovane irrequieto e alla perenne ricerca di qualcosa. Un lungo viaggio on the road in Italia quando aveva poco più di vent'anni, la nascita della passione per la musica («mi piacerebbe avere qualcuno con cui condividerla, è l'unica cosa che mi manca»), la sua successiva affermazione come business man, l'esperienza televisiva a Masterchef, come momenti diversi di quel processo di riscatto sociale che oggi Joe sente come pienamente compiuto. E benché la figlia lo consideri un 'looser', Bastianich uno "sfigato" non lo è per niente: carismatico e ironico come pochi, è oggi un uomo sicuro di sé e concreto, uno che parla sempre chiaro e sa dire le cose come stanno, anche se a volte con un italiano un po' troppo fantasioso.