Dopo il trionfo del Festival di SanremoCarlo Conti si è preso una pausa per tornare al lavoro più dinamico di prima. Ripresa la conduzione de L'Eredità, in questi giorni il presentatore sta preparando la seconda edizione di Si può fare.

La prima edizione del talent, andata in onda nel 2014, è stata vinta dall'ex velina, Maddalena Corvaglia. Il programma ha ottenuto in media il 19,13% di share. Per quest'anno è stata riconfermata la stessa terna di giurati: Pippo Baudo, Yuri Chechi e Amanda Lear.

Carlo Conti ora sta cercando i 12 vip che dovranno sfidarsi a duello nel corso delle puntate.

Il talent non prevede nessuna eliminazione. Ogni settimana i concorrenti accumulano dei punti, che gli vengono assegnati dalla giuria, in base alle loro performance. Vince chi nella fase finale ne avrà ottenuti di più, tenendo conto anche del giudizio del pubblico, che parteciperà con il televoto.

La prima puntata di Si può fare è prevista per il 10 aprile 2015. I provini per la scelta dei concorrenti si stanno svolgendo in questi giorni. Ancora non si è formata la rosa dei partecipanti, però già aleggia nell'aria qualche nome. Si ipotizza la partecipazione di Maurizio Aiello, che per molto tempo è stato uno dei protagonisti della soap Un posto al sole, di Fabio Fulco, conosciuto per essere l'attuale fidanzato della ex Miss Italia Cristina Chiabotto, di Pamela Prati  ex prima donna del Bagaglino e di Biagio Izzo, interprete di molti cinepanettoni.

La Rai vorrebbe che Carlo Conti presentasse di nuovo il Festival di Sanremo, ma il presentatore finora non ha espresso il desiderio di bissare la conduzione. Una voce che da qualche tempo circola negli ambienti Rai è quella di affidare la kermesse musicale a Massimo Giletti. Una scelta molto azzardata, visto che il presentatore non ha esperienza in fatto di varietà.

Però da mesi si sta parlando di dare una svolta al Festival e un personaggio anticonformista come Massimo Giletti potrebbe portare una ventata di rinnovamento. Il presentatore si definisce una persona contro le tendenze e la normalità, chissà se sono proprio queste le chiavi giuste per sovvertire lo spirito classico del Festival.