Le più recenti news sul triste caso del delitto Yara Gambirasio riguardano alcune considerazioni del legale di Bossetti, uomo accusato del crimine. "Per ora l'unica via è il giudizio ordinario. L'abbreviato condizionato è una possibilità da considerare": sono parole di Claudio Salvagni, legale di Bossetti, che devono fare riflettere. Questo rito speciale comporta, in concreto, lo sconto pari a un terzo della pena.



Bossetti intanto torna a far parlare di sé con una missiva pubblicata nei giorni scorsi dal quotidiano Il Giorno, dove si è sfogato lamentandosi delle dure condizioni di vita in carcere, fatte di giornate sempre uguali trascorse a dormire o giocare a carte.

Bossetti si efinice molto angosciato e confortato in modo molto limitato dalle sporadiche visite dei familiari. Bossetti è recluso nel carcere di Bergamo da giugno. L'uomo anche in occasione di tale lettera si definisce non colpevole. Di più: si definisce vittima del classico errore giudiziario, quasi fosse un personaggio uscito dalla raffinata e dolente penna di Kafka. Bossetti manifesta dubbi anche sulla forza consolatrice della preghiera, nei fatti rivelatasi, a suo dire, inutile. Bossetti denuncia anche problemi di salute di suo padre, al quale non sarebbe però concesso fare visita.



Il processo pr l'uccisione della tredicenne di Brembate Yara sarà complesso. L'indagine consta di ben sessantamila pagine depositate dal pubblico ministero, ma le indagini sono state definite dall'Avv.

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Salvagni un un "gigante di argilla" destinato quindi a sgretolarsi, magari nella fase dibattimentale, in particolar modo con riferimento al famoso esame del dna attribuito a Bossetti.



Yara Gambirasio morì nel 2010 e tante cose sono rimaste a chiarire di quella vicenda drammatica, che vide una ragazzina vigliaccamente abbandonata in un campo nonostante le ferite da arma da tagli ricevute, che la rendevano inerme. Yara morì, secondo l'autopsia, per ipotermia e dunque di freddo. Inizialmente si sospettò di un operaio extracomunitario uscito presto dall'inchiesta. Poi l'esame del codice genetico trovato sul suo corpo ha portato alla figura di Bossetti, carpentiere di Mapello che è finito in carcere e che oggi prova a far sentire la sua voce gridando la propria innocenza.