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Ieri pomeriggio stavo guardando Tv Talk, interessante trasmissione televisiva, condotta da Bernardini. Vi erano ospiti illustri come Platinette e Giorgio Bocca, rinomato critico. Il confronto verteva sull'ennesimo flop stagionale, About Love, talk show in stile C'è Posta per te, condotto da Anna Tatangelo e Alvin e ideato da Federico Moccia.

Tutte le critiche erano sacrosante, in particolare quando Bocca se n'è uscito con il memorabile: "Un giorno Moccia dovrà rendere conto dei danni fatti al mondo!". Tutto giusto, mancava solo una cosa, i perché di questo nuovo flop televisivo. La nostra Televisione è vecchia e fatica a svecchiarsi; ci si aspettava dei grandi numeri da parte dei giovani e qui, onestamente, mi è venuto da ridere, se non da piangere.

I giovani guardano la tv in maniera nuova, in particolar modo utilizzando lo streaming, oppure seguendo Sky. Non si può non tenere conto di queste cose quando si fa tv. Netflix, e con lei Amazon, hanno già capito come intercettare il pubblico giovanile tramite la produzione di Serie TV di grande spessore, vedere House of Cards e Daredevil, oltre ad aver acquistato pacchetti di telefilm già finiti, telefilm di culto come Fringe.

Sono abbastanza sicura che ¾ dei produttori televisivi nostrani sappia a malapena dell'esistenza di queste serie, forse conosce House of Cards per sentito dire visto che ne ha parlato Renzi. Chiaramente lo streaming non basta. A parte quelli di Mediaset e La 7, non funziona affatto bene. Quello della Rai è decisamente migliore, rispetto a queste due, ma richiede l'utilizzo di un terzo elemento, diverso da quello che si usa di solito per la gestione video in stream.

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L'altro problema da risolvere è quello dello svecchiamento del sistema seriale. Senza voler criticare i vari Montalbano, Don Matteo, Dio ci aiuti, I Cesaroni, Un passo dal cielo e Il Peccato e la Vergogna, sarebbe il caso di pensare un po' di più a produzioni come Gomorra, In Treatment, La Dama Velata, 1992, Diabolik, Braccialetti Rossi, tutte serie che provano ad alzare la qualità e a tentare di imitare la metodologia del sistema seriale estero.

Gli autori e gli attori da noi non mancano, manca il coraggio di qualche produttore di investire in qualcosa di nuovo. Qualcuno dovrebbe spiegare a queste persone che o ci si adegua, oppure la tv generalista crollerà e con essa gli introiti pubblicitari. Non sto dicendo che si devono copiare le produzioni straniere, lungi da me farlo, si può però prendere spunto per creare qualcosa di nuovo e dare nuovi slanci alla nostra tv moribonda.

È inutile parlare di ascolti record per Sanremo e Montalbano quando, se si vanno a guardare i numeri nudi e crudi, alla fine gli ascolti non sono poi così alti.

Le tv generaliste straniere hanno iniziato ad adeguarsi 20 anni fa, dopo l'avvento di Twin Peaks, che, peraltro, è stata la fonte di ispirazione di tantissimi cult seriali (X-Files, Lost, The Killing, il sopracitato Fringe e molto altro) e del telefilm più atteso dell'anno, Wayward Pines, di M. Night Shyamalan, regista de Il Sesto Senso, con protagonista Matt Dillon.

L'inventiva, a noi italiani, non manca di certo, abbiamo diversi attori bravi, capaci di adeguarsi al dialetto di qualunque regione. Perché non fare dei tentativi su qualcosa di nuovo invece di persistere su modelli stantii? Cari pubblicitari, lo dico anche a voi: non ci guadagnerete più niente se continuate ad investire su cose che erano già vecchie venti anni fa!