Giovanni Scialpy (Parma, 14 maggio 1962), noto cantante il cui successo si è diffuso e affermato prevalentemente nel corso degli anni '80, ha annunciato il proprio matrimonio con il suo manager Roberto Blasi. La notizia si è diffusa molto rapidamente sul web, e sta alimentando anche temi di carattere politico, come le unioni civili, che proprio in questi giorni il governo sta trattando con il ddl Cirinnà.

Scialpy ha annunciato il matrimonio con Blasi in modo semplice e moderato, sul suo profilo Facebook: la decisione è maturata nel corso di un viaggio all'estero, ed arriva dopo 6 anni di convivenza tra i due.

La coppia, naturalmente, dovrà unirsi in matrimonio non in Italia ma all'estero, verso la fine di agosto, anche se le certezze sono poche dal momento che regna un certo caos tra gli stessi media che diffondono la notizia.

Il dibattito politico

Il matrimonio di Scialpy è giunto all'attenzione del dialogo politico, dal momento che tocca un tema importante: le unioni omosessuali. D'altronde, nell'ultimo periodo, si sono verificate manifestazioni che testimoniano che il tema è vivo e che vi sono tendenze di pensiero contrapposte, come il recente gay pride nel napoletano o la manifestazione del 20 giugno a Roma a favore della famiglia tradizionale. Movimenti politici di sinistra hanno sostenuto la scelta pubblica di Scialpy dando quasi l'idea di una certa strumentalizzazione del fatto, quasi a voler orientare l'opinione pubblica e le forze politiche, dal momento che è in corso in questi giorni l'esame delle camere sul ddl sulle unioni civili: Il ddl Cirinnà.

Cosa prevede il ddl sulle unioni civili?

Il ddl Cirinnà disciplina le unioni civili per coppie dello stesso sesso, prevedendo la possibilità di vedersi riconosciuti dei diritti quanto meno assimilabili a quelli delle coppie etero, attraverso un nuovo istituto giuridico collocato normativamente all'interno del codice civile.

Inoltre estende alle unioni civili la stepchild adoption, cioè permette ad una coppia dello stesso sesso di adottare un bambino purché sia figlio biologico di uno dei due. Invece non apporta modificazioni alla normativa inerente la fecondazione assistita.

In sostanza, il ddl Cirinnà cerca di costruire un regime giuridico per le coppie omosessuali, analogo a quello dei matrimoni civili.

Ad ogni modo, nonostante l'opinione politica e pubblica si muova in direzione favorevole all'approvazione del ddl, influenzata anche da scelte "private" come quella di un personaggio pubblico come Scialpy, nelle ultime ore il disegno di legge Cirinnà è stato soggetto a rinvio. Il senatore Roberto Formigoni ha commentato lapidario, che il ddl Cirinnà non passerà mai.

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