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In queste settimane, a tenere banco nell'agenda del parlamento italiano è senza dubbio il Ddl Cirinnà su Unioni civili e adozioni da parte di persone dello stesso sesso. Proprio ieri, mercoledì 17, la relatrice della legge aveva sottolineato come il Movimento cinque stelle si fosse tirato indietro a pochi passi dall'approvazione della legge. Affermando altresì di aver sbagliato a fidarsi di loro. Sul voto ci sarà la libertà di coscienza e in segreto, pertanto la legge potrebbe ottenere una maggioranza molto variabile. Anche in Televisione si parla molto dell'argomento, con tanti vip chiamati a dire la propria in merito. A Sanremo i cantanti si sono presentati con tanto di nastro tricolore sul microfono ed è stato ideato un hashtag su Twitter: #SanremoArcobaleno. Tra questi, anche Paolo Bonolis, il quale ovviamente lo ha fatto col suo linguaggio simpatico e colorito.

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Il calcolo politico

Paolo Bonolis, lunedì 15 febbraio, è stato ospite a Tagadà in onda su La7, trasmissione condotta da Tiziana Panella. Ed è stato invitato a dire la sua appunto su unioni civili e stepchild adoption. Ha affermato che la politica stia affrontando questi temi in maniera troppo partigiana, mossa dal proprio calcolo e tornaconto politico. Invece lui ritiene che i ''diritti civili debbano essere uguali per tutti''. Si dice favorevole perché la ritiene una cosa naturale, che ''appartiene all'arcobaleno della vita''.

Meglio in una famiglia che in un orfanotrofio

Entrando nello specifico sulla possibilità per una coppia dello stesso sesso, non solo si dice favorevole, ma si lascia andare anche a una battuta colorita.

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A suo dire cambia poco se i figli hanno una famiglia tradizionale o composta da due uomini o due donne. Sempre meglio vivere in una famiglia amorevole, che assieme a sette suore. Nelle sue parole poco sibilline, è chiaro quanto preferisca che un bambino viva in una casa con due persone che si vogliono bene a prescindere dal loro sesso, anziché in un orfanotrofio gestito da suore. Come la pensate in merito?