La lunga serata del terzo live di X Factor comincia con un Alessandro Cattelan istituzionale, che apre la puntata elencando più volte – anche complice la pubblicità onnipresente che crea stacchi continui – la scaletta della serata e soprattutto ricordando al pubblico da casa quali sono i veri punti forti della serata: l’ex-directioner Harry Stiles e il vincitore della settima edizione di X Factor, Michele Bravi.

Il tema della serata dovrebbe essere la musica del nuovo millennio ma il tema portante dell’edizione continua a essere quello dei battibecchi fin troppo frequenti dei giudici, per cui ogni giudizio diventa un attacco ai colleghi e alle loro scelte musicali, più che una considerazione sull’esibizione in sé per sé.

Anche i concorrenti più sicuri inciampano

La prima a presentarsi è Camille Cabaltera, con un’esibizione più che convincente su Royals di Lorde, completamente diversa nello stile dalle esibizioni precedenti. I giudici però sono tutti pronti a far notare che Camille non ha passione quando si trova sul palco e che i pezzi che Levante sceglie per lei sono troppo commerciali e le consentono di esprimersi troppo poco. Unica voce parzialmente fuori dal coro è Manuel, che però tende a sottolineare più l’aspetto della concorrente che il suo stile di canto, giudicato troppo corretto e trattenuto.

Tocca poi ai Ros, a cui Manuel Agnelli ha assegnato Supermassive Black Hole dei Muse per dimostrare che le loro potenzialità sono molto più di quelle che hanno dimostrato nelle prime due puntate.

L’esperimento sembra essere riuscito: Levante è molto soddisfatta dal cambio di voce di Camilla, mentre Mara Maionchi non è completamente contenta della resa tecnica e Fedez fa notare che c’è stato un progresso ma i ragazzi devono lavorare ancora per mantenere alta la tensione fino alla fine dell’esibizione.

Manuel Agnelli si lascia alle spalle tutte le critiche, ricordando sia in apertura che in chiusura di esibizione che i Ros hanno già in pubblicazione un album in italiano, hanno un loro percorso e stanno già preparando l’inedito, sempre in italiano.

Mara Maionchi ha preparato un pezzo molto personale e molto famoso per Lorenzo Licitra, un pezzo che ha prodotto lei stessa: Sere Nere di Tiziano Ferro, che il tenore siciliano interpreta con tutta l’energia di cui dispone, per dimostrare di non essere semplicemente un cantante da musical, per citare le parole di Fedez nella puntata precedente.

Il rapper, però, continua a pensare che Lorenzo sia troppo classico per i gusti di X Factor, soprattutto proprio per colpa dell’assegnazione. Anche Manuel Agnelli e Levante sono dello stesso avviso: Lorenzo è molto bravo tecnicamente ma non ha una sua personalità. I giudici con Lorenzo Licitra sembrano cercare sempre il pelo nell’uovo, ma Mara Maionchi non è d’accordo e interviene di continuo a interrompere le loro critiche e difendere il suo concorrente.

Per Samuel, che nella scorsa puntata ha rischiato di danneggiare la sua voce a causa di una tracheite, Fedez ha scelto un brano di Frank Ocean, Super Rich Kids, Nonostante il messaggio al suo interno contro i cantanti che esaltano nelle loro strofe di stili di vita costosi e lo spreco di soldi, Samuel non sembra a suo agio come al solito nell’esecuzione di questo pezzo, soprattutto nelle parti rappate, eseguite in modo legato e con poca convinzione, e i giudici se ne accorgono.

Le potenzialità vocali di Samuel sono indiscusse per tutti ma la sua interpretazione è poco convinta, forse perché il ragazzo si appoggia troppo al proprio timbro e si impegna poco a gestire la difficoltà di un pezzo tanto lontano dalla sua natura. Fedez, nonostante sia d’accordo coi colleghi, trova comunque spazio per la polemica e per sottolineare che la colpa di questa esibizione sottotono è stata della tracheite di cui ha sofferto Samuel.

A chiudere la prima manche arrivano i Måneskin, a cui Manuel Agnelli ha assegnato Somebody Told Me dei The Killers. Il pezzo è come sempre eseguito su toni urlati, a cui Damiano ci ha abituato nelle puntate precedenti e che lascia temere per la tenuta della sua voce, e il gruppo insiste molto più sulle coreografie esasperate che su un arrangiamento convincente.

I giudici sono divisi, molto colpiti dall’energia e dall’abilità della band di stare sul palco ma altrettanto preoccupati dal fatto che i Måneskin sembrino non saper cambiare registro da un’esibizione all’altra.

Dopo l’esibizione di Michele Bravi, condita di molta coreografia e tanto entusiasmo del cantante per essere tornato in quella che è stata un po’ la sua prima casa musicale, arrivano le eliminazioni: i primi ad andare al ballottaggio saranno i Ros, che non sembrano conquistare abbastanza il pubblico neanche stasera.

Più spazio alle critiche che alle canzoni

La seconda manche si apre con Rita Bellanza, a cui Levante ha assegnato Lost On You di LP, cantante con cui Rita condivide molto della sua profondità vocale.

La cantante siciliana ha deciso di darle una scossa e Rita ha cercato di essere più partecipe sul palco ma il brano le causa comunque non poche difficoltà e i giudici non mancano di farglielo notare: Mara Maionchi e Fedez sono concordi nel dire che questo pezzo non va bene per lei e l’esibizione è stata male eseguita. Manuel Agnelli riconosce invece i tentativi di Levante di far virare Rita su generi differenti e cerca di comparare la sua classicità a quella di Lorenzo Licitra, dicendo di preferire lo stile della prima e scatenando la rabbia di Mara.

Ed è la volta di Mara Maionchi di rifarsi, quando Enrico Nigiotti interpreta Il Mio Nemico di Daniele Silvestri, e dopo un inizio che sembra sottotono, si muove in un forte crescendo emozionale.

Ma nessuno dei giudici sembra approvare la scelta di Mara: Nigiotti, come Licitra, continua a sembrare troppo vecchio nell’impostazione e negli arrangiamenti. La rabbia di Mara Maionchi è tale che i colleghi quasi non riescono a finire le frasi e terminare le loro critiche. Cattelan, che già è dovuto intervenire altre volte nel corso della serata, quasi non riesce ad aprire bocca e sedare i litigi, prima che finiscano di occupare troppo spazio nella scaletta ancora fitta della serata.

Manuel Agnelli riprende il microfono per presentare quello che per lui è un gruppo di punta, tanto da fargli annunciare che Sem&Sténn avranno l’onore di aprire il concerto che gli Afterhours terranno ad Aprile al Forum d’Assago.

A loro tocca un pezzo di MGMT, Electric Feel, brano molto psichedelico, ma Fedez e Mara Maionchi sembrano molto più colpiti dalla coreografia estrema, fra ammucchiate di corpi e sfioramenti spinti sul palco. Levante è molto entusiasta del loro percorso coerente, mentre Mara si perde in molte battute e sottolinea l’esasperazione dell’esibizione. In chiusura Fedez fa notare che gli arrangiamenti del duo sono sempre troppo simili e i due ragazzi dovrebbero variare il loro repertorio: alla lunga anche loro rischiano di stancare, nonostante l’aura di presunta originalità che si portano dietro. Manuel, molto entusiasta, liquida i suoi dubbi senza pensarci due volte.

Penultimo concorrente della serata è Gabriele Esposito a cui Fedez ha assegnato un brano che, più che al suo concorrente, sembra parlare a lui stesso: Growing Up di Macklemore parla infatti della paura di diventare padre.

Nell’esibizione un frizzante e coinvolto Gabriele dimostra tutti i pregi e i limiti della sua età: da un lato c’è un grande entusiasmo, dall’altro le qualità tecniche sono, di tanto in tanto, calanti, anche se finalmente la chitarra è stata lasciata da parte per permettere al ragazzo di muoversi più liberamente sul palco. I giudici non mancano di far notare che il pezzo non è adatto a Gabriele, che il ragazzo non è maturo per cantare di temi del genere e che anche la sua preparazione tecnica non è adeguata. Fedez cerca di recuperare in extremis, sottolineando che tutte le assegnazioni della serata siano state più o meno fallimentari e sottraendosi a qualsiasi confronto.

A chiudere la serata c’è Andrea Radice, che porta I Need A Dollar di Aloe Blacc, con una coreografia e uno stile molto più vicini alla sua anima soul rispetto alla puntata precedente.

Andrea, come sempre, sfodera la sua miglior voce e sa tenere bene il palco e Fedez glielo dimostra senza sollevare critiche. Manuel invece è infastidito dal modo in cui Andrea si appoggia alla sua bravura vocale, che secondo lui non è sfruttata adeguatamente con un pezzo in italiano o, ancora meglio, nel napoletano che fa parte del suo retaggio. Levante si associa, sottolineando che Andrea non spiccava come al solito in questa esibizione, ma Mara liquida tutti con qualche battuta, rassicurando il suo concorrente che l’esecuzione è stata ottima.

Sì avvicinano i ballottaggi ma è prima la volta di Harry Styles, pezzo forte della serata, che emoziona il pubblico con un’esibizione molto sentita del suo maggior successo del 2017, Sign Of Times, dimostrando di essere molto cresciuto rispetto alla sua precedente carriera come membro degli One Direction.

Alla fine sono Sem&Sténn a dover affrontare i Ros in un duello quasi fratricida, che mette non poco in difficoltà Manuel, e mentre questi ultimi si esibiscono ancora una volta in un arrangiamento molto energico e urlato di Nessuno Mi Può Giudicare, Sem&Sténn portano una versione molto psichedelica e sopra le righe di This Is Not A Love Song. Manuel Agnelli, costretto a scegliere, si accorda con gli altri giudici per il tilt perché non ritiene giusto preferire uno dei suoi ragazzi all’altro ed è così il pubblico a decretare che sono i Ros a continuare la loro avventura, mentre quella di Sem&Sténn si ferma alla fine del terzo live.

È la fine di una serata che è stata molto combattuta, probabilmente anche troppo, soprattutto per il livello molto estremo dei giudizi con cui i giudici hanno dato l’impressione di voler punire i colleghi, più che indicare ai concorrenti dove fossero i loro errori.

Segui la pagina X Factor
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!