Una delle questioni su cui si dibatte maggiormente in questi giorni, oltre alla data in cui ripartirà Un posto al sole, è la modalità con cui poter mettere in scena le trame senza snaturarne l'essenza. Può davvero esistere una soap opera, senza che ci siano abbracci, baci, strette di mano e mantenendo continuamente una distanza di sicurezza? Il regista di Neighbours Tony Gardiner ha dato una risposta a questa domanda, spiegando come si è comportato lo staff della soap australiana, a cui Un posto al sole è ispirata. Di seguito un approfondimento che permetterà di capire se il modello Neighbours potrà essere davvero applicato in Italia.

Neighbours vs Un posto al sole

Neighbours non è stata mai trasmessa in Italia, ma in Australia va in onda sin dal 1985 ed ha annoverato nel suo cast nomi del calibro di Kylie Minogue e Margot Robbie. Forse pochi sapranno che Un posto al sole nacque nel 1996 ispirandosi proprio alla soap opera australiana. Da allora entrambe le produzioni hanno continuato ad andare in onda, con grande successo, ma tutte e due si sono dovute fermare a causa dell'emergenza Covid-19, con la differenza che Neighbours è già ripartito, come ha spiegato il regista Tony Gardiner.

Il modello australiano

Va fatta una doverosa premessa riguardo alla situazione australiana: lì i numeri dei contagi risultano notevolmente più bassi di quelli in Italia e i decreti governativi sono stati diversi, detto questo si può analizzare il loro operato relativo esclusivamente a Neighbours.

Come ha spiegato il regista della soap australiana, per tornare sul set hanno dovuto implementare dei protocolli di sicurezza, tra cui: distanziamento sociale, presenza fissa di un'infermiera sul set, nessun tipo di contatto fisico tra attori, norme rigide per il settore trucco e igienizzazione delle attrezzature.

Inoltre lo studio di Melbourne è stato diviso in quadranti con tre distinti team di produzione in modo da permettere la presenza di massimo tre attori per ogni ripresa.

La questione baci e abbracci

Tony Gardiner ha specificato che non è stato previsto nessun contatto fisico, quindi mettere in scena una soap, in cui le scene romantiche hanno un forte peso, è stata una sfida difficile che però ha voluto accettare.

Le sceneggiature sono state modificate per far sí che ci fossero meno attori nelle scene e che quei pochi rispettassero le distanze sociali. Dal punto di vista tecnico si è optato per l'utilizzo di lenti particolari che dessero l'illusione della vicinanza tra gli attori. Quanto alle emozioni ha fatto in modo che venissero trasmesse dalle espressioni e dal linguaggio del corpo. Il regista si è detto più che entusiasta del risultato ottenuto e lo stesso vale per lo staff e gli attori che sono stati felici del prodotto finale. In attesa di conoscere il destino di Un posto al sole è confortante sapere che una strada è già stata tracciata.

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