Il Paradiso delle Signore in autunno tornerà a fare compagnia ai fedeli telespettatori, tuttavia nel frattempo diversi attori protagonisti della soap stanno rilasciando interviste a vari organi di stampa nei quali raccontano la loro esperienza sul set della fortunata produzione italiana. L'ultimo in ordine di tempo in tal senso è stato Giancarlo Commare, l'interprete di Rocco Amato. L'attore siciliano ha concesso un'intervista a Tvsoap dove si è raccontato a 360°.

'Ho preso spunto da mio nonno per interpretare Rocco'

Giancarlo Commare, il giovane attore siciliano che ne Il Paradiso delle signore presta il volto a Rocco Amato, ha rilasciato un'intervista a Tvsoap nella quale ha parlato di come è stato scelto per questo ruolo.

Quando ha preparato il provino per Il paradiso delle signore era in Sardegna sul set di un'altra produzione, ma ha ammesso di aver ricevuto una risposta positiva in poco tempo. A quel punto è partito per Roma dove ha fatto le prove generali per definire il personaggio. "Quando ho fatto la prova costume è stato magico, in quanto solo in quel momento sono stato in grado di immaginarmi il personaggio - ha detto l'attore - e allora ho capito che dovevo prendere spunto da mio nonno che non è chiuso come Rocco, ma essendo di una generazione passata gli si avvicina. Ho preso spunto dalle sue movenze e dal suo modo di parlare con le persone e ho dato vita a Rocco".

'Marina è stato il primo amore di Rocco'

Giancarlo Commare ha poi descritto il suo Rocco Amato, evidenziando che gli piace molto la sua tenerezza e la sua semplicità, il fatto che si sorprenda di molte cose che sono così diverse dal suo modo di pensare.

Ciò che davvero adora di lui è la dolcezza nei confronti delle ragazze con le quali non sa mai come approcciare. Inoltre è un testardo, ma quando capisce le cose le affronta di conseguenza. Ha inoltre svelato che, di concerto con gli autori, ha deciso di dare una forte inflessione dialettale a Rocco.

In seguito ha parlato della storia che il suo personaggio ha vissuto con Marina: "Rocco era disposto a fare qualsiasi cosa per Marina nonostante non fosse proprio il suo ideale di donna, in quanto aveva perso completamente la testa per lei non solo per la sua bellezza, ma anche per la sua personalità.

Inizialmente non ne era consapevole, ma poi pian piano lo ha capito e si è spinto oltre. Si è dichiarato ed è stato disposto ad aiutarla nel lavoro recitando persino nei fotoromanzi. Era pronto a cominciare una vita accanto a lei seppur mettendo dei limiti visto che alcune sfumature del 'vecchio' Rocco sono rimaste. Marina è stato il suo primo vero amore, quello che non si può dimenticare".

'L'amore per la recitazione è nato da bambino'

Giancarlo Commare ha concluso l'intervista raccontando di quando è nata la sua passione per la recitazione. L'attore siciliano a tal riguardo ha rivelato che tutto è partito quando era piccolissimo e, nel corso di una recita natalizia nella quale interpretava Erode, ha sentito qualcosa di magico dall'inizio alla fine dello spettacolo. "Ero talmente dentro a Re Erode che, nel momento in cui dovevo cacciare il servo, ho lanciato il calice addosso al compagno, non curandomi del fatto che si potesse rompere. Fortunatamente mi è andata bene, si è solo ammaccato. Era come se stessi vivendo qualcosa che era lì, ma allo stesso tempo non ero io. È molto difficile da esprimere questo concetto". Ha poi aggiunto: "Vedere il pubblico alzarsi in piedi per applaudire e mia madre che piangeva commossa, mi ha fatto constatare che c'era un'emozione che era come se l'avessi creata io, non so come spiegarlo.

Questa sensazione mi ha permesso di convincermi di voler far questo da grande".

Infine ha parlato del suo rapporto con i social definendosi "l'uomo meno social di questo mondo". Ne riconosce aspetti positivi e negativi, ammettendo però che, soprattutto durante la quarantena, i social siano stati di fondamentale aiuto per tenersi in contatto. Ha riferito che preferisce il contatto diretto, ma che i social a volte aiutano ad informarsi su cose che vengono censurate. Tra i lati certamente negativi, Giancarlo Commare evidenzia la "troppa libertà nel criticare gli altri, spesso senza nemmeno conoscerli. Questo aspetto qui l’abolirei. La libertà d’espressione ci deve essere per tutti, ma ci sono anche dei limiti che vanno rispettati per non andare a scalfire la libertà degli altri".

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