Michelangelo Buonarroti ha sempre dipinto da solo, ha sempre pensato di bastare per se stesso e perciò non ha mai avuto aiutanti; tuttavia grazie alle sue opere ha creato intorno a sé apprezzatori dell'Arte che ammirano le sue opere. E chi osserva la bellezza della "Creazione di Adamo" rimane affascinato. Ci si chiede come abbia fatto a disegnare tutto senza nessun collaboratore. Il Bramante gli aveva proposto una struttura di supporto sorretta da funi, per poter raggiungere confortevolmente il soffitto. Eppure lui non si era fidato considerando che i buchi per le funi avrebbero reso antiestetico il disegno. Così costruì un'impalcatura di legno che si sorreggeva mediante fori preesistenti lungo le finestre.

Tutta la volta della Cappella Sistina è disegnata dalle mani sicure ed energiche del Buonarroti in un cliché lontano da tutti gli altri artisti: per lui non vi è una precisa prospettiva, le masse, i corpi, la natura, sono spinte da una forza potente, forse divina, e prendono posto schiacciandosi e comprimendosi, formando così chiaroscuri e luci. Per lui la natura non abbraccia il potere del Creatore, perciò si occupa di spennellare unicamente il rapporto formale tra uomo Dio. Prendere l'aereo o viaggiare qualche ora in macchina, compensa, con tutti i sensi del corpo, il tempo impiegato a cercare un taxi non troppo costoso o un parcheggio lontano.

Passeggiando sul ciottolato dei Musei Vaticani, sotto le luci soffuse di questa notte estiva, lasciati trasportare dalla fresca brezza di settembre, il visitatore è invogliato maggiormente a farsi accogliere in una serata insolita: fresca e culturale.

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L'evento "Il Bello da Sentire" apre le porte dei musei a concerti musicali e, tra le opere, si possono ammirare le sezioni "Museo Gregoriano Egizio" : farsi avvolgere dal mistero; oppure le "Stanze di Raffaello" : regalando spettacolo agli occhi.

E tornando a bomba: come si può andar via dalla Cappella Sistina senza essersi soffermati e lasciarsi affascinare sotto la "Creazione d'Adamo"? E' infatti la sezione centrale della volta, e forse quella che commuove maggiormente perché ci è molto familiare. Stare col naso all'insù compensa pienamente la fatica dei probabili dolori al collo: le figure in tensione di Adamo, a sinistra, e quella di Dio, a destra, sono austere ma espressive e potentissime. I contorni volutamente evidenziati, i movimenti delle figure quasi paiono tridimensionali. Pare che Dio, sorretto e attorniato dagli angeli, stia, proprio in quel momento, protendendosi verso Adamo nell'atto originale della creazione. Il muoversi del mantello divino dona maggiormente l'idea del movimento.

La mano di Michelangelo non disegna l'uomo plasmato con l'argilla ma eccezionalmente il soffio di Dio che regala la vita all'uomo. Il dito del Creatore non sfiora neppure quello di Adamo ma formalmente fa vibrare l'energia vitale. Dio rimane distaccato e Adamo ne comprende benissimo la superiorità ed appare impaurito davanti ad essa. Si nota impercettibilmente la mano appena mossa dell'uomo che così accetta la vita e magnificamente viene creato. Si può anche notare l'altro braccio di Dio che contemporaneamente tocca la gola di un angelo: è il regalo della parola. Chi perderebbe una così accogliente atmosfera, accolto dalle luci soffuse della notte, rinfrescato dalla brezza e invogliato dai colori decisi ma carismatici della Creazione?