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E' arrivata l'estate ed è tempo di viaggi e vacanze.  Se trascorrete le vacanze in Alto Adige e siete amanti della musica, un appuntamento da non perdere sono le Settimane Musicali Gustav Mahler che si terranno a Dobbiaco in Alta Val Pusteria dal 16 al 28 luglio. Il direttore artistico del festival ha promesso, per il pubblico appassionato, un programma variegato con un'offerta vastissima di concerti, conferenze e serate liederistiche.

Se amate anche l'arte vi suggerisco di dedicare qualche ora alla scoperta dei tesori della valle, recandovi a Casteldarne dove sorge uno dei castelli più belli di tutta la valle, Castel Ehrenburg.

Il Castello

Il maniero sorge alto sulla collina, a sud del fiume Rienza, insieme alla chiesa parrocchiale che sorge poco più in alto alle sue spalle. Il castello fu costruito nel 12° secolo, in origine era formato solo da due costruzioni e apparteneva ai Signori di Ehrenburg, un ramo dei Signori di Rodengo, successivamente venne ampliato fino a diventare nel 700 una delle residenza più prestigiose della regione. Fino a pochi anni fa era abitato dai conti Kunigl. La costruzione è particolare poiché si articola in due parti: quella a sud è la parte vecchia, costruita in stile romanico e arrivata fino ad oggi quasi senza subire modifiche, mentre a est vi è l’ala barocca modificata nel 1732. Questa parte del castello venne iniziata nel cinquecento da Caspar Kunigl, consigliere del vescovo Giorgio III Neideck e successivamente dell’imperatore Massimiliano I.

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A partire dal 1732 con il principe vescovo Kaspar Ignaz e il fratello Sabastian Kunigl, il castello fu rinnovato appunto nel gusto barocco, al quale si ispirano gli affreschi della grande sala al primo piano.

Il cortile e le stanze

L’ingresso si trova nella parte vecchia, vi si arriva dopo una piccola salita e, varcato il portale, si entra in un vero gioiello: il cortile delle arcate; su tre dei suoi  lati si alzano magnifiche arcate di colonne in granito e capitelli quadrangolari finemente lavorati che sorreggono archi a tutto sesto. Al piano superiore vi è il Salotto Azzurro, così chiamato poichè tutto l’arredo è azzurro dalle pareti, alle sedie, alla stufa di maiolica. La sala degli antenati ha uno splendido scrittoio, che mostra al centro una bellissima stella in madreperla e una geniale serie di cassetti a incastro. Nella Sala della Caccia il pezzo forte è rappresentato da un originale orologio che proietta l’ora sul muro grazie a una candela inserita all'interno.  Nella sala delle udienza il ritratto del vescovo suscita una leggera inquietudine, è stato dipinto in modo che il suo sguardo possa sempre seguire il visitatore.

Nella biblioteca si conserva il rotolo lungo più di 15 metri dipinto in occasione delle incoronazione dell’imperatore Carlo V da parte del Papa Clemente VII. 

Le sorprese nel castello

Ma le bellezze del castello non sono solo le sale e i dipinti; nel maniero vi erano e vi sono ancora tante curiosità, come la ciclette che risale alla seconda metà dell’ottocento e donata dai Conti al museo qualche anno fa, un bellissimo cavallino a dondolo in legno accuratamente intagliato e dipinto, una curiosa carrozzina che serviva a portare a passeggio le sorelle del vescovo. All'apparenza sembra una semplice culla con due grandi ruote e un manico per trainarla ma la curiosità è rappresentata da una sbarra posta a metà. Con un semplice movimento la sbarra veniva spostata e le bimbe potevano essere messe una di fronte all'altra oppure una davanti all’altra o anche appoggiate di schiena l’una all'altra, insomma una antica versione delle moderne carrozzine. Nel cortile si può notare una stiratrice proveniente dalla Sassonia, per stirare gli indumenti occorreva girare una manovella di legno; magari un po' faticosa ma per l’epoca una vera macchina all'avanguardia. Insomma il Castello è una fonte di sorprese e, per chi l’ha potuto visitare, è stata senza dubbio una bella scoperta.