Ha scelto di raccontare gli occhi della gente attraverso le sue fotografie, di mostrare l'anima dei suoi protagonisti attraverso lo sguardo. L'americano Steve McCurry, impegnato come fotoreporter fin dagli anni ’70 in luoghi di conflitti e guerre, ha da sempre puntato la sua attenzione sulla sofferenza dei primi piani. Dal 28 ottobre fino al 2 febbraio i suoi scatti saranno raccolti nella mostra "Senza confini", presso il Pan, Il Palazzo delle Arti di Napoli, in via dei Mille.

In esposizione immagini inedite

Oltre a presentare le fotografie più famose ed alcuni lavori più recenti, ci saranno immagini inedite di #mccurry che raccontano un impegno che dura da decenni.

Dalla sofferenza della guerra alla rabbia delle popolazioni del mondo costrette a fuggire dalle proprie terre di appartenenza, fino al racconto della diversità delle culture e delle etnie, in un continuo mosaico di volti di rassegnazione e di speranza. Una lezione di fotografia e di umanità, come è stata definita dall'assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele, che deve far riflettere sulla condizione umana. E che in una città come Napoli può dare un grande contenuto culturale ed artistico. L'esposizione, curata da Biba Giacchetti ed allestita da Peter Bottazzi nella cornice del Pan, si basa sull'idea del viaggio, del girovagare dall'Afghanistan all'India, dal Medio Oriente al Sudest asiatico, dall'Africa a Cuba, dagli Stati Uniti all'Italia.

La mostra sarà inaugurata il 27 ottobre

Il 27 ottobre ci sarà l’inaugurazione al PAN, mentre nel pomeriggio, aperto a tutti fino ad esaurimento posti, ci sarà un incontro pubblico con McCurry nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino.

I migliori video del giorno

Nell'attesa di ammirare i capolavori dell'autore americano, ecco dieci curiosità da sapere.

10 cose da sapere sul fotografo americano McCurry

1) Steve McCurry è nato a Philadelphia nel 1950. Tra i mille lavori per mantenersi è stato chef in diverse cucine europee

2) Da piccolo sognava di diventare un giocatore di baseball, poi di fare il regista. Con il tempo si accorge che la fotografia è più spontanea, decidendo di diventare un fotoreporter

3) A cambiare la sua vita è un suo viaggio in India come fotografo freelance

4) Si è travestito con abiti tradizionali per attraversare il confine tra il Pakistan e l'Afganistan, controllato dai ribelli poco prima dell'invasione russa. Per non perdere gli scatti realizzati, al suo ritorno porta con sé rotoli di pellicola cuciti tra i vestiti.

5) La sua opera più conosciuta è la "Ragazza afgana" dagli occhi verdi, pubblicata come copertina del National Geographic Magazine nel 1985. Il volto è quello di Sharabat Gula, una bambina di dodici anni che si trovava nel campo profughi di Peshawar

6) Dopo molti anni il fotografo è ritornato sulle tracce della ragazza afgana riuscendo a ritrovarla. Sharabat Gula aveva trenta anni, si era sposata ed aveva tre figlie.

L'ha fotografata ancora una volta

7) Ha ottenuto la Robert Capa Gold Medal, il National Press Photographers Award e, per la prima volta nella storia, quattro primi premi assegnati dal World Press Photo

8) E' stato più volte accusato di aver ritoccato le proprie fotografie. Uno degli scatti incriminati è "L’Avana Cuba, 2014", esposta alla mostra allestita alla Venaria Reale. In quel caso McCurry ricorre all'utilizzo di Photoshop. A rivelarlo è il fotografo italiano Paolo Viglione, che ha raccontato alla stampa come il palo dei segnali stradali, che appare sullo sfondo dello scatto, sia stato spostato. E di come la base gialla che si trova a pochi centimetri più a sinistra dell'immagine, sia stata unita alla gamba di un passante

9) Ha pubblicato un libro dal titolo "McCURRY, NY 11 Settembre 2001" raccontando il crollo delle Torri Gemelle. Il volume, che comprende 76 scatti, ripercorre quel drammatico giorno attraverso due diverse forme d'arte: la fotografia ed il fumetto

10) Ha realizzato nel 2013 il “Calendario Pirelli” nella location di Rio de Janeiro #mccurry napoli #mostra mccurry