La Sardegna punta con decisione sul turismo invernale per allungare la stagione e superare le criticità legate alla concentrazione estiva dei flussi. L’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu, ha illustrato a Cagliari, il 1 settembre 2026, la strategia che vede nel periodo più freddo dell’anno l’asse portante per la destagionalizzazione dell’offerta isolana. Il fulcro del piano è chiaro: «Non incrementare i voli nel periodo estivo ma nel periodo invernale».
Il ragionamento dell’assessore Cuccureddu si lega strettamente al ruolo del Capodanno in Sardegna, identificato come uno degli strumenti più efficaci per sostenere l’estensione della stagione turistica.
Secondo l’analisi, Capodanno e la stagione estiva rappresentano i momenti dell’anno in cui l’Isola registra la maggiore propensione alla spesa da parte dei visitatori. Inserirsi in questo mercato, attraverso eventi e iniziative mirate, è considerato un passaggio fondamentale per attrarre nuovi flussi e garantire un sostegno concreto agli operatori del settore.
L’obiettivo è stimolare le attività private, dalla ricettività alla ristorazione, a investire e mantenere aperti i servizi anche nei mesi non estivi, superando la dipendenza dal solo picco balneare. Questa visione mira a consolidare la Sardegna come destinazione turistica fruibile tutto l’anno, valorizzando le sue risorse anche fuori dai tradizionali circuiti estivi.
Il nodo della concentrazione estiva e le sue criticità
Nel suo intervento, Cuccureddu ha richiamato il dibattito sull’overtourism e la percezione di fastidio che talvolta emerge nei confronti dei turisti durante i mesi più caldi. L’assessore ha distinto tra posizioni anti-turistiche e un dato oggettivo: una presenza di visitatori eccessivamente concentrata in poche settimane può generare disagi. Questo tema è stato collegato anche all’immagine dell’ospitalità sarda, un valore identitario dell’Isola che la strategia regionale intende preservare e rafforzare.
Le criticità richiamate sono concrete e riguardano problemi come blackout, difficoltà nel trovare parcheggio e spiagge congestionate in alcune località.
Questi elementi, ha sottolineato l’assessore, impongono una riflessione profonda, pur ribadendo che l’arrivo in Sardegna non è in alcun modo vietabile. La condizione insulare, descritta come un peculiare svantaggio-vantaggio, offre la possibilità di regolare i flussi turistici. La linea d’azione è chiara: non puntare all’aumento dei voli nella stagione estiva, ma piuttosto al loro incremento strategico durante quella invernale, per distribuire meglio le presenze e valorizzare l’intero anno.
La posizione di Alghero sulla destagionalizzazione
Sul tema della gestione dei flussi turistici e della destagionalizzazione è intervenuto anche il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto. Il primo cittadino ha riconosciuto l’esistenza di un problema di congestionamento nei mesi di picco estivo.
Tuttavia, ha espresso la preferenza per una gestione attiva di queste difficoltà, piuttosto che l’assenza di flussi turistici. Anche per Alghero, l’obiettivo primario è estendere la stagionalità, puntando sull’organizzazione di eventi e manifestazioni nei mesi di spalla, al fine di attrarre visitatori e sostenere l’economia locale oltre il periodo balneare tradizionale. La sinergia tra Regione e Comuni, in particolare con il ruolo di Alghero come sede principale per i grandi eventi di Capodanno, si configura come un elemento chiave per il successo di questa strategia.