#Filippo Vannoni, presidente di Publiacqua Firenze, e #Matteo Renzi, ex premier e segretario Pd, si conoscono da quando portavano i calzoni corti. “Entrambi abbiamo militato nei boy scout di Firenze”, riferisce Vannoni (non indagato) ai pm napoletani durante l’interrogatorio del 21 dicembre scorso. Ma le sue rivelazioni non si fermano certo qui. Il manager toscano e un altro suo ‘amico’, l’amministratore delegato di #Consip, Luigi Marroni, sono le ‘gole profonde’ che hanno fatto i nomi di Luca Lotti e degli alti ufficiali dei carabinieri, Tullio Del Sette ed Emanuele Saltalamacchia, come fonti dalle cui labbra è partita la fuga di notizie che ha permesso agli indagati di scoprire microspie e intercettazioni telefoniche (è il caso di Tiziano Renzi, intercettato dal 5 dicembre e avvertito solo due giorni dopo).

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Ma le parole di Vannoni rischiano di mettere nei guai anche Renzi jr, per il momento non indagato. “Ricordo che il presidente Renzi mi diceva solo di stare attento a Consip”, mette nero su bianco il boy scout durante il colloquio con gli inquirenti.

La 'bella accoppiata' Marroni-Vannoni

Sono i carabinieri del Noe (proprio ieri esclusi dalle indagini dalla Procura di Roma per la continua fuga di notizie), in una informativa del 9 gennaio, a segnalare che il tramite tra Renzi jr e Marroni, “che non ha un’interlocuzione diretta” con l’ex premier, sarebbe stato proprio Vannoni. I due toscani vanno talmente d’accordo da definirsi “la bella accoppiata FV&LM”. Quando si sentono al telefono, però, i due ‘compagni di merende’ si guardano bene dal pronunciare i nomi delle persone di cui parlano.

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Dal tono dei loro messaggi, i carabinieri deducono che l’appellativo dato a Matteo Renzi sarebbe quello di ‘capo’.

Il duo Marroni-Vannoni si dimostra molto meno accorto nei confronti di Lotti. “Prima di parlare con il Marroni e dirgli che aveva il telefono sotto controllo - vuota il sacco Vannoni il 21 dicembre - il Lotti mi ha sicuramente detto che c’era una indagine su Consip”. Poi, pressato dai pm perché reticente, conferma: “Vi dico che effettivamente fu Lotti a dirmi che c’era un’indagine su Consip”.

Anche l’amico Marroni, durante l’interrogatorio del giorno precedente, 20 dicembre, ammette che fu Lotti ad informarlo che “si trattava di un’indagine che era nata sul mio predecessore Casalino (Domenico, ex ad Consip ndr) e che riguardava anche l’imprenditore Romeo”. Marroni indica Nicola Centrone, capo della segreteria tecnica di Lotti, come possibile ambasciatore lottiano delle notizie sulle “intercettazioni ambientali” fatte nel suo ufficio. L'interessato per il momento non chiarisce, mentre l'inchiesta continua a riservare nuovi colpi di scena, come l'annuncio di querela contro Romeo pubblicato su Facebook dall'ex sindaco di Roma Ignazio Marino.