Hanno tra i 18 e i 20 i responsabili del massacro di un quarantenne avvenuto su di un autobus la notte del 14 luglio a Genova. Sono tutti studenti genovesi ed hanno alle spalle famiglie 'solide', la cui ipocrisia è direttamente proporzionale allo spessore delle maschere che si mettono addosso quando sono in società. Ragazzi viziati, annoiati, dall'Ego straripante ma vuoti dentro e che non hanno mai sofferto una dispiacere in vita, neppure una frustrazione.

I famosi giovinastri 'per bene', quelli che indossano scarpe da 200 euro, quelli che hanno in odio i ciccioni, i gay, i neri perché si considerano superiori a chiunque, soprattutto a quelle 'nullità' che secondo loro non hanno un'anima, un cuore, dei sentimenti.

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Chi se ne frega? 'Io sono quello giusto, loro fanno schifo',  oppure, 'Io sono bella, non osare guardarmi, sfig*!' Bulli e pupe col cervello delle dimensioni di un microcefalo che girano per le città in attesa di trovare qualcuno da punire perché disturba la loro ridicola quanto illudente preminenza genetica ed economica sui più.

E' stato denunciato dalla Procura anche l'autista del bus, Simone Furfaro per favoreggiamento. Ha assistito a tutta la scena senza battere ciglio e, al Carabiniere che gli ha portato l'Avviso di Garanzia è stato capace di rispondere: 'Mio nonno mi ha insegnato che nella vita è meglio farsi i fatti propri'. La vittima però, uscita dal coma, ricorda di averlo insistentemente chiamato per chiedere aiuto senza ricevere alcuna risposta. Anzi, ha continuato a farsi gli affaracci suoi, tipo scendere a prendersi un panino.

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I fatti antecedenti

I bulli sono partiti all'attacco con una scusa banale: è stata sufficiente un’occhiata: 'Gay di m** , guardi, il mio tipo?', gli ha detto la ragazza di uno dei poco più che adolescenti. Luca in quel momento era sull’autobus con un amico. Erano truccati e vestiti in maniera bizzarra perché lavorano in un bar 'fashion'.

I sei giovani, tediati e ancora non paghi della serata passata ad un 'Rave Party', hanno cominciato a menare le mani utilizzando catene e cinghie. Anche le 'donzelle' si sono messe a tirare calci e pugni.  

La vittima  è poi tornata a casa raccontando  tutto alla sua partner, riferendo di essere stato malmenato a sangue soltanto perché si pensava fosse omosessuale.

Luca è stato male, solo dopo una settimana dall'evento entrando in coma, ed è solo grazie ad un minuzioso e lungo intervento di neurochirurgia che ha potuto salvarsi. Non sta ancora bene però. Cognitivamente è presente ma fatica a parlare.

La svolta e gli arresti di solo tre dei ragazzi

I tre arrestati sono Jurgen Ndrelalaj (18 anni appena compiuti, purtroppo minorenne al momento dell’assalto, il che fa presagire che la pena che gli verrà comminata sarà lieve), Lorenzo Giuliani (20 anni), Federico Burlando.

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Tutti e tre incensurati. Le due ragazze, Megi Burhamaj (19 anni) e Beatrice Marzo sono state denunciate ma stanno a piede libero. .

Incastrati dai video delle telecamere

Le misure cautelari sono state disposte dal Tribunale dei Minori e dal tribunale ordinario. Decisive sono state le registrazioni tratte dalle telecamere della video-sorveglianza. Analizzando poi le celle telefoniche si è risaliti all'identità dei componenti del branco. #bullismo #Cronaca Genova #cronaca nera