Facciamo il punto sulle pensioni 2014 e le novità su lavoratori precoci, sul caos delle pensioni d'oro e sulla riproposizione, da parte di Cesare Damiano, di quel criterio di flessibilità che aveva convinto molti cittadini ma non il Governo Letta, per via dei suoi costi.

Pensioni 2014, novità per lavoratori precoci e nuove, piccole speranze

Un fronte molto caldo delle pensioni 2014 riguarda le novità per lavoratori precoci e usuranti: cambiamenti si attendono da tempo ma la politica orma da molti mesi sembra essersi dimenticata della questione. Le novità per le pensioni dei lavoratori precoci nel 2014 potrebbero arrivare attraverso il prestito Giovannini, ovvero l'ipotesi di prepensionamento con assegni da rimborsare, da parte del cittadino, tramite decurtazioni sugli assegni pensionistici successivi. L'ipotesi è tutt'ora al vaglio del Governo e breve si attendono ulteriori delucidazioni.

Inoltre novità sulle pensioni INPS 2014 potrebbero giungere con un eventuale cambio al Governo, con nuovi ministri, una nuova guida, o addirittura un governo del tutto nuovo. L'esecutivo Letta è più che mai traballante: ha perso vari pezzi (ministri), Renzi fa pressing, Forza Italia e i 5 Stelle vogliono le urne e il presidente della Repubblica, che ha voluto questo Governo, è sotto accusa. Se cambiasse il governo con nuove linee guida potrebbero arrivare novità sulle pensioni di lavoratori precoci e usuranti, ma come è ben chiaro, siamo nel campo delle pure ipotesi.

Pensioni INPS 2014, Damiano e la flessibilità

Cesare Damiano è tornato a parlare delle pensioni 2014 e della flessibilità come criterio giusto, seppur costoso, per una vera riforma della previdenza. Val la pena di riportare le parole di Damiano, intervistato da IlSussidiario: "Continuo a sostenere la flessibilità in uscita anche se costa. Con la drastica, anzi draconiana riforma Fornero, tra il 2020 e il 2060 dalle pensioni verranno drenate risorse superiori ai 300 miliardi di euro. Una cifra imponente di trasferimento da stato sociale a debito. E io penso che possa essere restituita ai pensionati in termini di flessibilità: se di quei 300 miliardi gliene portiamo via uno, non cambia niente. In questo modo faremmo anche giustizia sociale". Parole che, come è facile immaginare, molti cittadini vorrebbero che venissero fatte proprie anche dal Governo.

INPS 2014 e pensioni d'oro, ancora polemica su DDL Meloni

Per quanto riguarda le pensioni d'oro nel 2014 Giorgia Meloni è apparsa tra le figure più battagliere contro i privilegi pensionistici di pochi. La polemica alimentata dal leader di Fratelli d'Italia continua con l'attacco a lei diretto dal Dirstat, che in una nota sottolinea come "sinora, a fare le spese delle 'sparate' nel mucchio ad 'alzo zero' sono stati soprattutto i dirigenti pubblici e privati, giornalisti compresi, privi, da oltre 10 anni, di una pur minima perequazione pensionistica, soggetti peraltro a reiterati 'tagli'. Aggiunge quindi il Dirstat, "ci sembra che tale 'taglia', sinora, non sia stata applicata a nessun pensionato degli organi cosiddetti 'costituzionali''. Insomma, la Federazione si chiede (non senza fondamento) come mai nel mirino non finiscano mai le pensioni dei politici di alto scranno.