Esistono alcune deroghe alle attuali regolamentazioni in tema di Pensioni che la Riforma Fornero, con i suoi inasprimenti, non ha toccato o ha appena sfiorato. Parliamo di Opzione Dini e Deroga Amato, cioè due istituti ancora vigenti che permettono di andare in pensione con solo 15 anni di contribuzione versata. La complessità di queste alternative ai rigidi requisiti pensionistici in vigore oggi, ha spinto negli anni l’Inps ha predisporre circolari, messaggi e note che dovevano chiarire meglio alcuni aspetti di questi istituti. Vediamo quindi come interpretare queste possibilità per coloro che potrebbero ottenere un beneficio dal punto di vista previdenziale.

Deroga Amato, in vigore dal 1993

Il Decreto Legislativo 502 del 1993, meglio conosciuto come Deroga Amato, consente di posizionarsi a riposo, quindi in pensione di vecchiaia con solo 15 anni di contributi. Oggi come sappiamo, l’anzianità contributiva per raggiungere la pensione di vecchiaia è fissata in 20 anni. Quando fu emanato il Decreto, nessun accenno fu fatto all’adeguamento dell’età anagrafica necessaria per la pensione, ma questo non vuol dire che si potrà uscire con i limiti di allora. Infatti l’INPS ha provveduto ad estendere gli adeguamenti alla nuova aspettativa di vita a tutto il palcoscenico previdenziale italiano, quindi anche a questa deroga. In altri termini, possono uscire dal lavoro quest’anno, con la derogaAmato, coloro che hanno 15 anni di contributi e 66 anni e 7 mesi di età se uomini, 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti e 66 anni ed un mese per le autonome.

Il requisito contributivo però è legato a tre tipologie di eccezioni. I 15 anni di contributi infatti devono essere stati versati prima de1993 o in alternativa bisogna essere stati autorizzati ai versamenti volontari sempre prima di quell’anno. In ultimo, è possibile collocarsi con una anzianità contributiva di 25 anni, cioè con il primo contributo lavorativo versato 25 anni prima della pensione o con almeno 109 anni di lavoro saltuario, cioè con meno di 52 settimane lavorate per ogni singolo anno.

Legge 335 del 1995

Opzione contributiva Dini, così viene definita quest’altra possibilità di uscita con 15 anni di contributi. In questo caso però, parte dei vantaggi previsti dalla Legge 335 dell’allora Ministro Dini, vengono persi per via dell’impatto che la Legge Fornero ha avuto sulla Previdenza Italiana. L’opzione Dini, consta ne farsi calcolare la pensione con il sistema contributivo, cioè in base al montante contributivo versato e non alla media delle retribuzioni.

Tutto questo nonostante i requisiti contributivi, soprattutto quelli temporali da rispettare, fanno rientrare i versamenti nel sistema misto. Infatti, per accedere ad opzione Dini è necessario avere almeno 15 anni di versamenti ma non più di 18 antecedenti il 31 dicembre 1995. Inoltre non bisogna avere più di 5 anni di contributi successivi al 1996. In origine, questa opzione consentiva, se si rispettavano i requisiti prima citati, di uscire a 57 anni per le istanze presentate entro il 2007 mentre a 60 anni per quelle entro il 2011. Adesso, sempre per via degli adeguamenti all’aspettativa di vita ed alla Legge Fornero, i requisiti di età da raggiungere sono quelli che abbiamo sottolineato nel paragrafo precedente e validi per tutte le pensioni di vecchiaia nel 2016.