Il fenomeno dell’immigrazione in Europa con le sue contraddizioni e conseguenti polemiche nasconde una drammatica realtà destinata a rimanere nel silenzio e che riguarda i bambini. Nel 2015 un rapporto della ONG Missing Children Europe ha stimato che 89.000 minori sono arrivati da soli nel territorio europeo, il quadruplo del 2014.

Nel mese di gennaio l’Europol ha comunicato che 10.000 bambini sono scomparsi nel nulla dopo la loro registrazione alle frontiere, ma le cifre potrebbero essere diverse a causa di una evidente carenza organizzativa nella raccolta di informazioni. Le squadre operative dell’Europol in Grecia hanno rilasciato notizie riguardo a presunti traffici illeciti di bambini fatti viaggiare da soli attraverso i Balcani e poi venduti per i loro organi, per sfruttamento sessuale o per arruolamento nella criminalità organizzata.

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Il caso di Calais

I volontari presenti nei campi degli immigrati di Calais riferiscono di situazioni disperate, di bambini in balia del terrore in seguito agli smantellamenti dei campi, fatti salire sugli autobus per i trasferimenti e poi persi nella confusione della totale disorganizzazione.

Nessun traduttore, nessuna informazione, baracche spacciate come centri di accoglienza inondate di fango, nessuna coordinazione per i pasti, 2 servizi igienici per tutto il campo e in mezzo loro, i bambini con le loro paure e un destino spesso agghiacciante.

L’Europa e l’accoglienza

L’accoglienza deve avere presupposti che l’Europa non ha: garanzia di benessere per i propri abitanti, garanzia di strutture dignitose, garanzia di controlli e azioni su individui che sfruttano quell’accoglienza per introdurre la distruzione e il terrore. L’Europa, con la sua politica di accoglienza, è in una zona grigia, segnale inequivocabile di mancanza di coesione e reale impegno dei paesi membri. La scelta da compiere di fronte all’inevitabile bivio “accoglienza o chiusura”, non è mai stata presa.

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L’Europa non sta accogliendo, sta subendo un flusso di immigrazione di grandi proporzioni, come il regnante che, lasciate aperte le porte del suo castello, si lamenta del troppo affollamento. Quando di mezzo ci sono buonismo fine a sé stesso, moralismo pseudo caritatevole, indolenza pressoché genetica nell’affrontare problemi senza una precisa e severa strategia di azione, i risultati non possono che essere confusione, odio, discriminazione e malcontento generale.

E a pagare maggiormente sono i più indifesi e i più vulnerabili, i bambini, colpevoli di essere nati nel momento sbagliato e nel posto sbagliato. #Unione Europea #Esteri