C’è un codice morse sul pianeta Marte? L’insieme di punti e linee sulla superficie del pianeta rosso è stato rilevato nella zona battezzata Hagal Dune, appena al di sotto della calotta polare nord e a prima vista ricorda il tipico codice morse, un sistema di comunicazione universale ampiamente utilizzato a partire dalla metà dell'800. Le immagini trasmesse dalla Nasa e provenienti dalle telecamere di bordo del Mars Reconnaissance Orbiter in un primo momento hanno lasciato gli esperti perplessi, che si sono affrettati per trovare possibili spiegazioni al fenomeno.

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L’effetto dei venti è il vero responsabile

I ricercatori ritengono che l’effetto combinato di venti provenienti da due diverse direzioni abbia contribuito principalmente alla formazione di dune lineari di sabbia sul pianeta. La presenza di punti più piccoli si spiegherebbe invece come il risultato dell'alternanza di interruzione e ripresa dei venti nel processo di formazione. Quindi, stando alle spiegazioni, nessuna volontà di comunicazione nel bizzarro schema di punti e linee, ma solo un curioso effetto naturale.

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Prima del codice morse, la flotta stellare

Un curioso effetto naturale, il codice morse, come quello che si verificò lo scorso anno quando la Nasa diffuse le immagini di bizzarre formazioni a forma di V da molti interpretate come una improbabile flotta stellare. L’immagine, acquisita dalla telecamera di Orbiter nel 2013 e rivelata solo nel 2015, venne paragonata ad uno stormo di uccelli in volo. Ma anche in quel caso nessuna mano aliena venne ritenuta responsabile del fenomeno, per la delusione di molti. Il continuo studio del pianeta Marte e la ricerca di eventuali forme di vita anche passate, sono i punti salienti della spedizione della Nasa.

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Scienza UFO

I depositi che formarono la sequenza simile ad un codice morse sono infatti ritenuti dagli esperti di grande interesse per la comprensione del pianeta. Studiando i detriti potrebbero emergere intuizioni riguardo l’evoluzione dell’atmosfera di Marte che pare abbia virato da un clima ospitale all’attuale clima rigido e asciutto. E se qualche fossile dovesse celarsi tra quelle dune, la comunità scientifica e non solo potrebbe finalmente aggiungere informazioni fondamentali, e decisamente sorprendenti, a quel poco di storia nota del pianeta rosso. Il dubbio comunque rimane: qualcuno, anche solo per diletto, ha mai provato a decifrare quello che viene ritenuto uno scherzo della natura? 

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