Siamo in totale sintonia col pensiero di Pier Ferdinando Casini espresso nell' intervista resa al Corriere della Sera in data 4 aprile 2016. Il Presidente Casini ha perfettamente centrato il punto quando afferma che Renzi dev' essere più modesto, e deve abbandonare i toni dell' 'uomo della provvidenza'. Ha anche elogiato il comportamento della ex ministra Guidi e si augura che Renzi guardi e vada oltre l' Arno. Lo stesso Casini ha affermato che Renzi ha fatto bene finora e che i tempi sono difficili. A tutto questo noi ci permettiamo di aggiungere quello che, in modo monotono, diciamo da sempre, e cioè che il Premier Renzi abbia commesso alcuni errori politici grossolani negli ultimi 2 anni.

Il contributo della minoranza PD

Il principale errore infatti, a nostro avviso,è stato quello di non aver preso nella dovuta considerazione il potenziale contributo della minoranza politica del partito, che pure possiede al suo interno valori non trascurabili: minoranza che non ha mai fatto mancare i suoi voti, anche se qualche volta in polemica. Tutti sappiamo che il PD viene da lontano,e che racchiude in sè la sintesi di valori consolidati da una lotta, che ha saputo portare l'Italia, fino a 25 anni fa, tra i primi 7 paesi al mondo. In quel periodo di crescita e di progresso, in cui si sono scontrati i 2 principali partiti (DC e PCI) con concezioni diverse di società, ma col desiderio finale di entrambi, del bene comune, gli 'uomini di allora' sono riusciti a tirarci fuori dalle macerie ed a ricostruire l'intero paese.

Insieme si vince

Ciascuno ha contribuito nel suo ruolo a rendere la società più giusta. Siamo fermi da 25 anni circa, in cui l'avvento di fenomeni politici effimeri hanno soloportatodisorientamento e sgretolamento della politica e della società. L'avvento di Renzi ha segnato una novità, soprattutto per la determinazione con cui tenta e spera di affrontare i problemi della nostra società.

A tutto ciò va sommato il dialogo, come metodo, per consentire a tutti la partecipazione ed il contributo necessario. Non abbiamo bisogno di nuovi partiti, ma di risanare incomprensibili fratture che non agevolano la soluzione dei problemi.