Il 26 febbraio 2014, la Camera dei deputati ha approvato, con 390 voti favorevoli, il disegno di legge (Ddl) presentata il 19 marzo 2013, per l’introduzione del titolo VI-bis, titolo II, del codice penale in materia di reati di natura ambientale.

Il disegno di legge ora passa al Senato per l’approvazione definitiva. Con l’inserimento di un nuovo titolo nel codice penale, si giunge ad un riorganizzazione complessiva ed organica della materia ambientale, le cui sanzioni e la previsione di reati appaiono proporzionali in relazione al fine ultimo tutelato dalle medesime norme: la tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute umana.

Segnatamente, il testo di legge introduce titoli autonomi di reato con la previsione degli articoli da 452 bis al 452 nonies del c.p.: il delitto di inquinamento ambientale verrà ora punito con una pena di reclusione tra 2 a 6 anni ed, altresì, una multa che può oscillare tra i 10 mila ed i 100 mila euro.

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L’obiettivo è la repressione di tutte quelle condotte che provocheranno un deterioramento del territorio, dell’ambiente (suolo e sottosuolo, falde acquifere, aria o più in generale dell’ecosistema).

Rilevante è anche il reato di abbandono o traffico illecito di sostanze radioattive che possono comportare il pericolo di deterioramento dell’aria, dell’acqua o del suolo: delitto punibile con la reclusione tra 2 e 6 anni e l’irrogazione della multa da 10 mila a 50 mila euro.

Ed ancora, l’art. 452 ter c.p. vieta, invece, le condotte che comportano il pericolo di danneggiamento e deterioramento della flora, fauna e patrimonio naturale con una pena da 2 a 5 anni di reclusione.

Infine, l’art. 452 sexies dà la possibilità di avanzare un ravvedimento operoso che consiste nel collaborare con l’autorità giudiziaria denunciando la propria condotta, anche colposa, e provvedendo alla messa in pristino stato o alla bonifica: le pene in tal caso sono diminuite della metà.

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#Governo #Tutela ambientale