Le forze politiche e i sindacati sono in disaccordo sul possibile referendum, probabilmente indetto nella primavera 2015, che dovrebbe cancellare la legge Fornero sulla Riforma delle pensioni. La primavera scorsa, la #Lega Nord, aveva  proposto il  referendum e giorni  fa ha ottenuto il consenso da parte della Cassazione ed è in attesa del via libera anche da parte dalla Corte Costituzionale per il parere di legittimità. Le diverse forze politiche cercano di attivarsi per far approvare  modifiche e  permettere  così  uscite anticipate dal lavoro e più flessibili, ma la Lega, con alcuni  sindacati e altre forze politiche, puntano all'abrogazione definitiva di tutta l’attuale legge sulle #Pensioni

La  Sel,  la Confsal-Unsa,( sindacato autonomo dei lavoratori  pubbliche amministrazioni centrali) e la Cgil, appoggiano la proposta. Susanna Camusso ha dichiarato di essere  pronta al voto per  la prossima primavera se anche  la Corte Costituzionale sarà favorevole al referendum. Anche i rappresentanti dell ' Italia dei Valori tendono ad eliminare completamente quella che definiscono " la peggiore riforma del mercato del lavoro", che sta danneggiando  i lavoratori, anche IdV appoggia  un referendum e invita il sindacato Cgil ad attivarsi affinché il Parlamento lo approvi.

 In disaccordo invece la leader della Cisl Furlan che afferma che il #Governo dovrebbe modificare la riforma Fornero sulla legge pensionistica con la convocazione delle parti sociali . Sostiene che un referendum non è la soluzione più semplice per risolvere la questione. Rifare una legge è più complicato, secondo Furlan, di esprimere un parere favorevole o contrario in  un referendum. La Cisl vorrebbe che  il Governo, invece di giudicare negativamente la riforma Fornero, ci mettesse le mani per cambiarla. Il Movimento 5 Stelle, propone invece un reddito di cittadinanza a favore dei più bisognosi, un limite alle pensioni cosiddette d'oro e l'aumento di quelle minime. 

Salvini e i suoi, intanto, attendono fiduciosi di  superare l'ultimo ostacolo che è, appunto, quello della Corte Costituzionale che darà il via libera solo dopo aver valutato che  la proposta non vada contro la Costituzione.  In caso affermativo,  ci sarà l' approvazione definitiva che necessita. Solo in tal caso, la Lega  potrà  ufficialmente proporre il referendum per abrogare la riforma  pensionistica che risale a dicembre 2011, voluta dal ministro del lavoro Fornero dell'allora  Governo Monti.  I  leghisti si stanno battendo in particolare per la cancellazione della legge che ha  stabilito l’età pensionabile a 67 anni per entrambi i sessi,  facendo nascere il fenomeno degli esodati e impedendo  il ricambio generazionale nei posti di lavoro, incrementando, quindi,  la disoccupazione fra i giovani. Soddisfazione anche per  Calderoli,  il vicepresidente del Senato, che sul suo profilo Facebook ha scritto di essere sicuro che, se referendum ci sarà,  una valanga di gente voterà  sì.