Con la vittoria di Fuocoammare alla 66esima edizione del Festival del #Cinema di Berlino, tutte le problematiche legate all'immigrazione e discusse in Europa si sono risvegliate sotto i riflettori della capitale tedesca, complici le scelte effettuate dalla giuria presieduta da Meryl Streep.

Le parole del regista Gianfranco Rosi - che ha sottolineato come "le barriere non hanno mai funzionato, specialmente quelle mentali. Spero che questo film aiuti ad abbattere queste barriere" - arrivano proprio all'indomani dell'inasprimento delle misure prese da alcuni paesi dell'Est Europa, tra cui l'Ungheria, in prima fila per il blocco totale dei flussi migratori.

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Il premier ungherese Viktor Orban ha poi sottolineato che il suo paese continuerà "a tenere chiusi i nostri confini con Serbia e Croazia e se necessario chiuderemo anche quello con la Romania". Orban, poi, non ha perso occasione per sottolineare come la posizione dell'Ungheria sia da sempre contro il ricollocamento dei migranti, che vorrebbe controllati, identificati e rimpatriati.