È sempre #Beppe Grillo a dettare la linea nel Movimento5Stelle. Dopo aver congelato il dossier Roma con la fiducia rinnovata per la sindaca Raggi, il comico è tornato a tuonare contro gli attivisti che hanno manifestato pubblicamente malessere e dissenso. L’ultimo a finire nel mirino del collegio dei probi viri è stato il consigliere regionale pentastellato della Liguria Battistini. Un provvedimento che di certo non ha aiutato a rasserenare la base in un territorio che ha aperto la strada a una lenta e inesorabile emorragia. In un post pubblicato sul suo blog, Grillo è tornato cosi a invocare il vincolo di mandato da regolamentare per legge contro quello che definisce effetto cadrega.

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Il #M5S senza queste zavorre può fare solo meglio” ha scritto rilanciando cosi la sua proposta “chi tradisce gli elettori e non è più d’accordo per il programma per il quale è stato eletto, se ne torna a casa e lascia spazio al primo dei non eletti”. Ad accodarsi al coro pro vincolo di Grillo è stato subito Luigi Di Maio (sempre più in predicato dall’essere designato candidato premier per i cinquestelle ndr): “A nessuno viene negato il diritto di cambiare idea, ma se lo fai torni a casa e ti fai rileggere”. #Luigi Di Maio