Il primo a commentare la proposta del ministro degli Esteri austriaco, Sebastian Kurz, di interrompere il “traghettamento di #migranti illegali” dalle isole italiane, prima su tutte Lampedusa, verso la penisola, era stato ieri, a caldo, proprio il primo cittadino dell’isola siciliana immersa nel Mediterraneo. “Dichiarazioni da naziskin”, era stato il commento lapidario di Totò Martello, sindaco di Lampedusa, eletto da poco più di un mese al posto di Giusy Nicolini. Oggi, tra gli altri, arriva un commento alle parole di Kurz di natura totalmente opposta rispetto alla presa di posizione di Martello. Il senatore della Lega Nord, #Roberto Calderoli, si dice infatti favorevole al piano del giovane ministro austriaco, ma con una variante: portare i migranti nelle tante #isole deserte presenti sul territorio nazionale.

Pubblicità
Pubblicità

Il contenuto della proposta di Calderoli

Secondo il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, il governo austriaco, nella persona del ministro degli Esteri Sebastian Kurz, ha tutte le ragioni di pretendere il blocco degli “approdi sulla terraferma” dei migranti e di proporre di lasciarli sulle isole italiane dove sbarcano. L’errore dell’Austria, però, aggiunge il responsabile organizzazione e territorio della Lega Nord, è di chiedere di sistemarli a Lampedusa la cui popolazione, secondo lui, “sta già pagando un prezzo altissimo da questa invasione”.

Allestire strutture nelle isole deserte

Per evitare di provocare la rivolta dei lampedusani, provati da anni di sbarchi e rappresentati da un sindaco che si è rivelato battagliero come il suo predecessore, Calderoli tira fuori dal cilindro l’idea di utilizzare le molte isole deserte presenti sul territorio nazionale al fine di ospitare, identificare e sorvegliare “il più in fretta possibile” le centinaia di migliaia di richiedenti asilo.

Pubblicità

In questo modo, precisa, si potrebbero rimpatriare in maniera più efficace tutti coloro che risulteranno essere irregolari o non avere le carte in regola per la permanenza in Italia. Calderoli ricorda che su alcune isole (come l’Asinara ad esempio, anche se lui non la cita direttamente) sono ancora presenti “vecchi penitenziari abbandonati o vecchie caserme dismesse”, utili ad ospitare migranti dopo le dovute ristrutturazioni.

Portare sulle isole anche i migranti che si trovano già in Italia

Il ‘trattamento Calderoli’, secondo le parole del politico leghista, sarebbe previsto anche per tutti quei migranti irregolari già ospitati nelle strutture di accoglienza presenti sul territorio italiano. Ma la vera fine del fenomeno migratorio di massa verso le nostre coste, conclude il suo pensiero Calderoli, non arriverà mai senza “il blocco navale delle nostre acque territoriali” perché “non dobbiamo far arrivare sulle nostre coste nemmeno un gommone, dobbiamo farli tornare nei porti da cui sono partiti”.