Donald Trump potrebbe essere ricordato come typhoon (tifone) e non più come tycoon (magnate) viste le polemiche che sta suscitando in tutto il mondo la sua politica interna ed estera eppure sono passati solo 10 giorni dal suo insediamento. Le polemiche sul Muslim Ban e il muro con il confine messicano hanno oscurato, ma non reso meno importante, un'altra decisione presa dall'amministrazione della Casa Bianca relativa alla privacy dei cittadini non statunitensi.

Un ordine esecutivo priva i cittadini stranieri dei propri diritti sulla privacy. Secondo tale decreto le agenzie devono, nella misura compatibile con la legge, escludere dalle politiche sulla privacy le persone che non sono cittadini degli Stati Uniti o legalmente residenti nel Paese nordamericano in modo permanente.

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Privacy a rischio per gli stranieri

Quest'ordine non è particolarmente controverso in quanto la legge federale degli Stati Uniti dà già ampio margine di manovra al governo di frugare nelle informazioni personali dei non cittadini. L'ordine esecutivo potrebbe negare l'accordo "Privacy Shield USA-UE", che consente, in determinate circostanze, alle società statunitensi l'accesso ai dati personali dei cittadini europei.

Inoltre, il relativo ‘Umbrella Agreement’, accordo UE-USA sulla protezione dei dati che entrerà in vigore dal primo febbraio 2017, consente ai cittadini europei di avere molti diritti sotto le leggi degli Stati Uniti comprese le limitazioni sui dati personali utilizzati e il diritto di perseguire le aziende in tribunali degli Stati Uniti se violano l'accordo.

La risposta della Commissione europea

Secondo la Commissione europea il 'Privacy Act' degli Stati Uniti non ha mai offerto diritti di protezione dei dati agli europei.

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Un portavoce della Commissione ha poi delineato che gli accordi presi con l'amministrazione USA estende i benefici del Privacy Act degli Stati Uniti agli europei e dà loro accesso ai tribunali statunitensi.

La Commissione si è impegnata a monitorare la situazione. Dato che sono ben 1.500 le società che hanno concordato di rispettare il Privacy Shield, tra cui imprese tech come Apple, Alphabet (controllante di Google) e Microsoft. La vera questione è che cosa deciderà di fare alla fine la Commissione europea con il Privacy Shield dato l'atteggiamento xenofobo di Trump.

Lo scenario peggiore è quello che vede la Commissione europea gettare via il Privacy Shield come reazione alle politiche di Trump e rendere illegale alle società statunitensi di accedere ai dati personali dei cittadini europei.

Non solo una tale decisione potrebbe portare aziende come Facebook a non poter continuare ad offrire il loro servizio in Europa, ma potrebbe anche vietare alle società basate su cloud, presenti negli USA, a livello mondiale andando a toccare anche i cittadini europei. Il risultato finale potrebbe significare caos per il settore tecnologico e per i suoi miliardi di clienti. #Silicon Valley #Donald Trump