In pieno giorno, intorno alle tre del pomeriggio, un violento tornado si è abbattuto sulla zona meridionale di Oklahoma City, Usa, lasciando dietro di sé il nulla.

Un provvisorio bilancio parla di oltre 90 morti, più di 200 feriti, un numero imprecisato di dispersi, 7000 case senza energia elettrica ed intere zone rase al suolo.

Il dato, però, ancora più drammatico, se possibile in questa tragedia, è la strage di innocenti: 20 bambini morti, 50 feriti e molti dispersi, troppi, a causa del crollo di una scuola.

Un evento non eccezionale per la zona ed il periodo, secondo gli esperti, il più grave degli ultimi due anni, ma che continua a suscitare sgomento e paura tra la gente, come è giusto che sia.

Il Presidente Obama dichiara immediatamente lo stato di calamità ed invia uomini ed aiuti necessari, ma non sembra passata l'emergenza. Infatti l'allarme persiste nella zona ed anzi si estende agli stati vicini, dal Kansas al Texas.

Testimoni raccontano di scene apocalittiche accompagnate da un boato sordo e minaccioso, quello del vento killer. Case divelte e zone letteralmente cancellate da il tornado che viaggiava a più di 320 km orari sono quello che resta del suo passaggio. Migliaia di uomini in queste ore lottano contro il tempo per cercare eventuali superstiti, scavando anche con le mani se necessario. Troppi sono coloro che mancano all'appello, troppi i piccoli ancora dispersi.

Si susseguono, intanto, le storie di chi ha visto la morte scorrergli al fianco, di chi è riuscita ad riabbracciare i propri cari, come i bambini salvati dall'insegnante all'interno di una chiesa in pietra, che ha resistito all'impatto.

Ce ne saranno tante altre e si spera a lieto fine, ma purtroppo ce ne saranno molte di disperazione per la perdita dei propri amati e purtroppo ad essere pianti saranno soprattutto proprio i più piccoli, i più indifesi, ancora una volta vittime di un accanimento incomprensibile, ora anche quello del destino.

Gli studiosi con lucida razionalità, dettata dalla scienza che li sostiene, spiegano il fenomeno come lo scontro di venti freddi in alta quota a contatto con la superficie calda propria della primavera inoltrata, associata alla rotazione terrestre, provocano una violenta risalita formando il famoso cono d'aria o tromba d'aria risucchia tutto. Qui naturalmente è detto in maniera molto semplice, la loro spiegazione sarebbe molto più dettagliata, ma il concetto non cambia.

Chi o che cosa si trova sul suo cammino non ha scampo, perché non c'è possibilità di larghe previsioni.

Senza andare troppo lontano anche la nostra Italia ed in particolare l'Emilia è stata scenario qualche tempo fa di un tornado, liquidato come normale, quando di normale in questo periodo non c'è nulla. Per metà dello stivale, infatti, la primavera è una chimera, sferzata com'è da temperature fredde, piogge violente e nevicate. Improvvisi nubifragi con il cielo illuminato dal sole ed arricchito da un arcobaleno fanno pensare che c'è qualcosa che non và.

Purtroppo in tutto il mondo il clima ormai pazzo riserva amare sorprese, eccessivo caldo dove non dovrebbe od il contrario in luoghi tipicamente temperati. Non ci resta che adattarci e sperare che eventi così catastrofici non avvengano più, anche se più che una speranza è un sogno irrealizzabile.