Chi risiede a livello del mare, inuna delle località qui sotto riportate, si trova in prima linea a sperimentare di persona gli effetti del cambiamento di clima innescato dall'aumento medio della temperatura terrestre, a sua volta dovuto al crescente livello di gas serra nell'atmosfera, in particolare l'anidride carbonica. L'innalzamento del livello dei mari provoca cambiamenti radicali nelle abitudini di vita delle popolazioni costiere, con conseguenze che, nel caso delle isole, possono arrivare allo sfollamento e all'emigrazione in altri paesi.

Con riferimento alla condizione di vittime di un disastro causato dal cambiamento climatico, le persone che devono lasciare il proprio paese a causa di questi sconvolgimenti sono indicate come "rifugiati climatici" o "ambientali". Il dislocamento in un altro paese comporta pesanti ramificazioni e conseguenze,incluso una maggior pressione su popolazioni che vivono innazioni già sovrapopolate, la marginalizzazione delle gentiimmigrate e altre complicazioni politiche e sociali.

Una parte dell'opinione pubblica preferisce peròevitare il concetto di "rifugiato climatico", preferendoosservare che le migrazioni sono una delle soluzioni a disposizione per affrontare ilcambiamento climatico, e che migrazione e mobilità possonodescrivere fenomeni non così lineari come di solito raffigurati inOccidente.

  1. Arcipelago delle Maldive

14 isole di questo Stato nell'Oceano Indiano, mediamente alto 18 cm sul livello del mare, sono già state abbandonate a causadell'erosione. Secondo gli scienziati, le Maldive saranno laprima nazione al mondo a scomparire per ragioni climatiche, e il suo governo, non disponendo di terreno più elevato sucui rifugiarsi, sta cercando una nuova patria per i 350.000residenti nel paese.

Come potenziali nuovi paesi di emigrazione si pensa a Sri Lanka e India per la loro vicinanza e per l'affinità culturale, anche se, visto che le Maldive sono un paese mussulmano soggetto alla Sharia, per evitare scontri religiosi con le comunità Hindi, sarebbe più adatto il Pakistan Talibano.

Un'altra possibilità è l'Australia, con grandi spazi e un climapotenzialmente migliore, ma la componente religiosa potrebbe costituire una barriera all'ingresso non superabile.

Le Maldive sono un vero paradiso turistico, quindi il suggerimento dovrebbe essere di approfittarne finché si è in tempo, a meno che non si voglia aderire al boicottaggio chiesto da Amnesty International contro la condanna alla flagellazione pubblica con 100 colpi di frusta di una ragazza di 15 anni, ripetutamente violata e abusata sessualmente dal padrino sin da quando aveva 14 anni. L'accusa è di adulterio e sesso pre-maritale, e la sentenza verrà eseguita al compimento dei 18 anni, a meno che la giovane non ne chieda l'espiazione anticipata!

  1. Tuvalu

E' uno Stato Polinesiano di 26 km2, alto solo 10 cm sul livello del mare,composto da alcuni atolli corallini di cui l'oceano sta erodendo ibordi, lasciando agli 11.000 residenti l'incubo di ritrovarsi prestosenza terraferma. La situazione di Tuvalu pone delle questioniinteressanti di diritto internazionale: quando il vostro paese nonesiste più fisicamente, qual'è il vostro destino? Siete un apolide?La vostra nazione è virtuale? Come potete mantenere la vostraidentità nazionale? Molti abitanti diTuvalu si stanno già spostando nella vicina Nuova Zelanda.

  1. Newtok, Alaska, USA

In Alaska, la maggiorparte delle comunità indigene è dislocata sulle coste dove ha facilità di accesso sia alla pesca che alla caccia, ma dove il livello del mare in aumento si sta portando via unaparte della costa.

Il genio militare USAsostiene che non è possibile restare a Newtok, il che significa chei 350 nativi di etnia Yupik, con forti legami con la loro terra, devono decidere dove e come traslocare al più presto, mettendo sul piatto della bilancia i legami con laloro terra, le considerazioni finanziarie - il costo del ricollocamento è stimato in 130 milioni di dollari -, e la preoccupazione chequalunque posto essi scelgano alla lunga non saltino fuori altriproblemi.