Sisma in Lunigiana,ancora paura in provincia di MassaCarrara per il terremoto che, dall'ormai lontano 21 giugno, non cessa ditormentare le popolazioni delle apuane. Ieri, domenica 1 settembre, attornoalle 5 del pomeriggio è stata registrata l'ennesima scossa di magnitudo 2.9 conepicentro fra i comuni di Casola inLunigiana, Fivizzano e Minucciano, ovvero i luoghi più martoriati dalsisma.
Gli abitanti di questi paesini, nel silenzio generale,continuano ad aver paura, ma l'attenzione dei media e dell'opinione pubblica,dopo i primi giorni, è fortemente scemata.
È ormai evidentemente una notizia diserie B, per un terremoto di serie B,o meglio un "non evento" come fu descritto da Franco Gabrielli, capo dipartimento della Protezione Civile. Intantoil computo dei danni è destinato a salire.
A inizio agosto il bilancio era di 1151 abitazioni danneggiate e considerate inagibili; di queste ben 337 erano prime case. Tante quindi lefamiglie in difficoltà: 148 a Fivizzano, 108 a Casola in Lunigiana, 45 aMinucciano e altre in altre località. "Appena il commissario delegato Giovanni Menduni concluderà laricognizione sui danni causati dai terremoti in Lunigiana, potremo presentarela lista della spesa al governo e intervenire subito" ha dichiarato Franco Gabrielli in occasione dellapartita di beneficenza di lunedì scorso.
"In questo momento – ha affermato tempo fa il presidentedella regione Toscana Enrico Rossi –l'unico fondo a disposizione utile per interventi di ripristino delle primecase è quello del cosiddetto Decreto delFare, che prevede una detrazione fiscale del 65% in dieci anni (perinterventi fino a un massimo di 96 mila euro). La misura è valida fino al 31dicembre 2013 ma se, come invece ci auguriamo, non ci sarà proroga interverràla Regione".
Intanto le tendopolie i presidi d'emergenza allestiti per gli sfollati sono stati smantellati, ma "tenereper un anno fuori casa le persone che hanno l'abitazione dichiarata inagibiledopo il recente terremoto sarebbe un costo sociale, oltre che economico, troppograve" ha sostenuto il presidente Rossi.
Si tratta sempre di un problema di soldie, al momento, fondi specifici d'intervento per la Lunigiana non ci sono. Le vittimedel sisma in Lunigiana si sentonoabbandonate dallo Stato, dimenticate in un limbo dal quale difficilmente riuscirannoad uscire.