La compattezza e la potenza del Vortice polare garantiscono una latitanza dell'inverno alle latitudini temperate, al di sotto del 60° parallelo. In tale frangente domina, un'ampia figura di alta pressione che si allunga per svariati chilometri e garantisce giornate ''fotocopia'' su un'ampia fetta d'Europa! Tempo mite e caldo fuori stagione in montagna, nebbie e nubi basse persistenti e talvolta gelate sulle pianure.

Questa situazione rende l'aria insalubre nelle città, quindi nelle pianure, perché non avviene nessun ricambio di aria, e quindi si ha un netto incremento dell'inquinamento e dello smog.

Questa situazione per fortuna durerà ancora per poco, in quanto il ciclone islandese si rafforzerà e schiaccerà l'anticiclone delle Azzorre sui meridiani. Quindi di conseguenza ci aspettiamo un abbassamento di latitudine del flusso perturbato atlantico.

Ma il freddo quando arriverà? Le condizioni affinche un'ondata di freddo possa coinvolgere l'Italia prima di tutto è un indebolimento del vortice polare, poi altri elementi di minore importanza sono la presenza di alte pressioni in sede polare, oppure la formazione di un ponte chiamato ponte di Voejkov che prevede l'unione dell'alta delle Azzorre con l'Alta Russa, tale condizione è molto rara da realizzarsi, ma se si realizzasse provocherebbe un inverno crudo sulla nostra penisola.

Per il momento, nemmeno all'orizzonte è prevista un'incursione di aria fredda degna di nota, in grado di riportare l'inverno, anzi dovremo osservare le correnti umide provenienti dall'Atlantico erodere la struttura anticiclonica che per giorni ha dominato la scena europea.