I ricercatori dell'Università di Scienze Applicate di Francoforte hanno interrogato decine di utenti di veicoli elettrici. L'inchiesta è stata condotta esclusivamente fra gli utenti della Germania, ma i risultati ottenuti forniscono spunti critici interessanti sul modo di utilizzo delle auto elettriche e sul perché ci vorrà ancora tempo prima che la loro diffusione sfondi completamente. La prima osservazione è che, nonostante i significativi progressi tecnologici, il numero di nuove immatricolazioni di auto elettriche ha rallentato.

La ragione che colpisce maggiormente per questa mancata espansione è la sfida costituita dalle infrastrutture. Altri ostacoli includono gli alti prezzi e la mancanza di percezione nella vita di tutti i giorni.

I ricercatori hanno intervistato 313 proprietari di auto elettriche. Il 72% ha dichiarato di aver acquistato il veicolo elettrico esclusivamente per andare al lavoro. Quasi il 25% ha affermato che intendeva usare l'auto tutti i giorni.

Dal momento che la percorrenza in auto giornaliera del 75% delle persone intervistate era inferiore ai 100 km, e poiché il 50% degli intervistati guidava per meno di 80 km al giorno, l'autonomia non era evidentemente un problema. La maggioranza delle persone intervistate ha dichiarato di non essere disposta a spendere per un'auto elettrica più di quanto costi un'auto convenzionale, e solo il 38% potrebbe eventualmente accettare un onere addizionale.

Importanti aspetti che vengono presi in considerazione prima dell'acquisto sono, a parte i costi di acquisto e l'autonomia, le possibilità di parcheggio e ricarica a casa e al lavoro. Il 66% dei proprietari di auto elettrica ha la possibilità di parcheggio a casa, ma solo il 24% dispone di un dispositivo di ricarica delle batterie. In compenso, più del 50% dei proprietari usufruisce di una stazione di ricarica sul posto di lavoro.

Secondo la ricerca tedesca, la mobilità elettrica può aumentare la qualità della vita nelle aree urbane solo se diventa una parte integrante dei concetti di mobilità innovativa e di sviluppo urbano. "La nostra inchiesta e altri documenti provano comunque che manca una visione olistica di questi concetti che potrebbero essere usati dalle autorità locali come strumento di pianificazione strategica".

La questione che ne segue è se, alla fine, il consenso favorevole all'uso dell'auto elettrica porterà ad avere la diffusione pronosticata. "Tenuto conto dei numeri a disposizione, ci sono molti dubbi che si riesca a raggiungere l'obiettivo politico di portare un milione di auto elettriche sulle strade tedesche per il 2020."

In Italia gli obiettivi sono ancora più ambiziosi: i ricercatori del GSE, Gestore Servizi Energetici, prevedono 5 milioni di auto elettriche per il 2020 (fra 6 anni), di cui metà circolanti nei centri urbani.

Il Paee 2014, Piano d'azione per l'efficienza energetica, prevede che l'evoluzione delle città intelligenti passi attraverso lo sviluppo delle reti intelligenti:

  • la diffusione capillare, da completare entro il 2020, dei contatori intelligenti, 'smart metering', applicati sia all'elettricità, settore nel quale l'Italia primeggia, che alla rete del gas;

  • la diffusione della mobilità elettrica, con la creazione di nuovi punti di ricarica. Enel ha installato 1.400 colonnine pubbliche e private e l'auto elettrica è diventata in prospettiva una sorta di accumulatore mobile di energia, che la immagazzina o la restituisce alla rete o alle abitazioni a seconda delle necessità.

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