Le tartarughe Caretta Caretta amano le spiagge italiane.La specie di tartarughe denominata Caretta Caretta ha "apprezzato" il lavoro di tutela portato avanti negli anni da Legambiente e in questo 2016 ha regalato ben otto nidi a Lampedusa. Un record che ha portato al superamento del 2002 che registro di sette nidi. Dopo le schiuse dei giorni scorsi avvenute a Acciaroli (Sa), Linosa, Domus De Maria (CA) e a Reggio Calabria sulla Costa dei Gelsomini, si è schiuso uno degli otto nidi che si trovano nella riserva naturale di Legambiente a Lampedusa.

Ora l'attesa è per altri due nidi in Sardegna: uno nell'area protetta di Capo Carbonara a Villasimius e l'altro a Sa Marina a Bari Sardu.

Le tartarughe nidificano con facilità sulle spiagge italiane

L'estate 2016 ha visto un record di deposizioni in molte spiagge italiane. Spiagge protette che hanno portato all'individuazione di 58 nidi di tartarughe marine anche sulle sabbie di località balneari che Legambiente aveva premiato con le cinque vele de "Il mare più bello- Guida Blu 2016".

Il turismo sostenibile aiuta anche la natura

Il fatto chele tartarughe abbiano risposto così positivamente agli sforzi di comuni virtuosi, attenti al proprio territorio, è un segnale incoraggiante.

I rettili marini erano quasi scomparsi dalle spiagge italiane e il loro ritorno è indice che la strada intrapresa è quella giusta. La pulizia degli arenili fatta manualmente e non meccanicamente e la capacità, anche da parte di singoli cittadini, di individuare nuovi nidi ha portato al successo del 2016.

Delle nuove nascite, cioè dei nidi individuati da Legambiente, 28 si trovano sulla costa delle tartarughe in Calabria, 17 in Sicilia, quattro nel Parco del Cilento in Campania, cinque in Sardegna, due in Puglia, una a Capalbio in Toscana e una nel Lazio.

Le tartarughe e l'Europa

Un segnale forte è venuto dall'Europa che attraverso finanziamenti ha permesso la creazione di centri di eccellenza dove le tartarughe sono monitorate e curate, se in difficoltà. Uno di questi è a Manfredonia, in Puglia, centro che ha ospitato 1097 esemplari di tartarughe marine, di cui ben 57 recuperati da gennaio 2016 ad oggi.

80-100 per nido, ma poche sopravvivono

Dopo la schiusa la lotta per la sopravvivenza è durissima per le piccole tartarughe, poche raggiungono l'età adulta e riproduttiva.

Per questo motivo la schiusa avviene di notte. Con la minore visibilità i predatori si accorgono con difficoltà delle piccole tartarughe che cercano di raggiungere il loro elemento: l'acqua del mare.

Questi esseri marini hanno un legame ancestrale con la terra ferma e solo le femmine ci tornano per nidificare, e sempre e solo, vicino al luogo dove sono nate. Il fenomeno, detto "natal homing" ovvero ritorno verso il luogo di nascita, porta le femmine sulla calda sabbia ogni due o tre anni. La temperatura di quest'ultima è molto importante perché determina il sesso del nascituro: oltre i 29°C nasceranno femmine.

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