Provate per un istante a cercare informazioni sui Puma (Puma concolor) utilizzando i vostri motori di ricerca. Sicuramente molti di voi leggeranno “il puma è un carnivoro solitario …”. Fino a pochi giorni fa quest’informazione era senz’altro coerente con le conoscenze che si avevano di questa specie, ma non corretta!

Uno studio pubblicato sulla rivista Behavioral Ecology ha rivelato che la società dei puma è molto più complessa di quanto ci si aspettasse e questi animali sono tutt’altro che solitari!

Cosa sappiamo quindi, di questo splendido felino americano?

Una scoperta casuale

Obiettivo del gruppo di scienziati del Panthera's Puma Program, era inizialmente quello di monitorare alcuni puma e valutare il loro impatto sull’ecosistema studiando il loro comportamento predatorio e l’assunzione calorica di ciascun individuo. Per una pure coincidenza, una rete di telecamere posizionate nel Greater Yellowstone Ecosystem (localizzato nel parco nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti), ha registrato una femmina adulta di puma che si avvicinava alla carcassa di un cervo ucciso da un’altra femmina.

Quest’ultima non mostrava alcun segno di ostilità nei confronti della prima, anzi condivideva con lei il pasto.

Grazie a questa sorprendente ripresa, i ricercatori hanno iniziato a mettere in dubbio le conoscenze pregresse che fino ad oggi si avevano sui puma, e a supporre l’esistenza di una struttura sociale molto più complessa di quanto ci si potesse aspettare all’interno delle popolazioni di questi grandi felini.

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Un celato sistema sociale

I puma sono animali tutt’altro che solitari: non solo hanno interazioni con altri co-specifici al di fuori del periodo riproduttivo, ma la loro società è addirittura organizzata gerarchicamente! Ebbene sì, quelli che un tempo si riteneva fossero solo maschi solitari, in realtà fanno parte di un grande areale suddiviso in tanti piccoli territori controllati da singoli maschi dominanti.

All’interno di questa comunità gli individui interagiscono frequentemente tra di loro stabilendo le gerarchie interne, mentre quasi mai instaurano rapporti con individui delle comunità vicine. Anche le femmine hanno numerosi contatti tra loro, più spesso dei maschi stessi, soprattutto se il loro home range si sovrappone a quello dello stesso proprietario. Femmine all’interno di territori di maschi diversi, invece, interagiscono più raramente.

Maschi e femmine, inoltre, si tollerano vicendevolmente e si scambiano favori, un po’ come nel caso del video osservato dai ricercatori del Panthera's Puma Program dove le due femmine condividevano la carcassa del cervo ucciso. Ma per quale motivo conviene spartire la propria preda con qualcun altro? Per un singolo puma sarebbe certamente impossibile consumare un intero cervo! In situazioni del genere, quando le prede cacciate sono di grandi dimensioni, puo’ diventare conveniente tollerare la presenza di un altro individuo e condividere con lui la propria preda, con la speranza che in futuro questo ricambi il favore!

In un certo senso, il cibo getta le basi per la creazione di relazioni sociali!

Succede in alcuni casi, però, che i maschi si comportino da imbroglioni! Anche loro, che dir si voglia, tollerano spesso la presenza delle femmine ma sono più spesso queste ultime a tollerare la presenza dei maschi. In casi come questo la femmina può comunque trarre dei benefici dall’interazione con individui del genere opposto. Avere come alleato un maschio dominante può essere senza dubbio un vantaggio, sia per la protezione che questo può fornire, sia per la possibilità di accoppiarsi con lui.

I puma, passano da soli molto tempo, ma non sono animali realmente solitari.

Mettersi in dubbio

Conosciamo bene molti degli animali che popolano questo pianeta ma le continue scoperte che ogni giorno vengono pubblicate dai nostri ricercatori non fanno altro che ribadire l’importanza del mettersi in dubbio. Non possiamo avere certezze matematiche, soprattutto se si parla di comprendere il comportamento animale. Possiamo supporre, dedurre, immaginare, cercare di capire e interpretare grazie alle osservazioni. Ma abbiamo ancora tanta strada da fare per comprendere pienamente le altre specie. Capire perché vengono messi in atto determinati comportamenti durante il corteggiamento o le cure parentali, capire come sono organizzare le società, qual è il rapporto con il proprio territorio o in che modo i piccoli apprendano da soli o dai loro genitori. Tanto si sa, ma tanto c’è ancora da scoprire.

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