È notizia di pochi giorni fa: in Portogallo è stato accidentalmente catturato da un pescatore locale un misterioso animale che lui non aveva mai visto prima. Corpo sinuoso e lungo quasi 2 metri, simile a una grossa anguilla, una testa che ricorda un serpente, ampia bocca internamente nera e armata di piccoli denti, circa 300, dalla tipica forma a tridente e distribuiti su 20/30 file parallele, scuri occhi penetranti. Un serpentiforme mostro degno delle fantastiche rappresentazioni cinquecentesche di Ulisse Aldrovandi, ricamare ad arte su questa notizia è quasi una banalità: un animale strano attira il grande pubblico, un animale mostruoso e quasi sconosciuto ammalia così profondamente da portare a credere qualsiasi cosa.

Ed è così che gli articoli su questo pesce si sono susseguiti ininterrottamente: c’è chi lo ha definito ‘dinosauro’, chi ‘serpente marino’, chi ‘cobra’, chi ‘lucertola di mare’, chi ‘fossile vivente tornato dal passato’, chi ‘misterioso animale mai visto prima’. Ma la divulgazione scientifica deve rappresentare un piccolo faro che rischiara un oblio di notizie false e non contestualizzate… e anche in questo caso basta un po’ di corretta informazione per risolvere un mistero che di misterioso ha ben poco.

Ma di cosa si tratta?

Il fantomatico squalo serpente o squalo dal collare, più correttamente Chlamydoselachus anguineus, è un pesce cartilagineo appartenente alla famiglia Chlamydoselachidae, specie descritta nel 1884. È un animale quindi conosciuto da almeno 130 anni e, stando ai più recenti studi, ha un’ampia distribuzione nelle acque profonde degli oceani Atlantico e Pacifico, vivendo fino a 1300 metri di profondità, ma non disdegnando acque più costiere (fino a 50 metri).

Un vorace predatore soprattutto di molluschi cefalopodi, perlopiù calamari, che ingoia interi. Molto raro da osservare in vita proprio per l’inaccessibilità del suo habitat naturale, è stato più volte osservato in acque basse perché morto o morente. Il primo filmato che ne mostra un esemplare in buone condizioni nelle acque statunitensi è del 27 agosto 2004, mentre risale al 21 gennaio 2007 il primo individuo trasportato vivo in un acquario giapponese, dove è morto dopo poche ore.

Nonostante gli scarsi avvistamenti, secondo la IUCN (International Union for the Conservation of Nature) è una specie a rischio minimo, sebbene la popolazione sia in calo. In Giappone è ben conosciuto dai pescatori locali, essendo una delle cause primarie di danneggiamento delle loro reti.

Insomma, si tratta di un animale poco conosciuto semplicemente perché schivo e diffuso in ambienti difficilmente accessibili, dotato di caratteri estremamente primitivi e dalla morfologia che lo distingue nettamente rispetto allo stereotipo comune dello squalo.

Ma la linea che separa un reale mistero da un mistero costruito ad hoc è ben più spessa di quel che si possa immaginare.

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