Negli ultimi 250 anni sono quasi 571 le specie di piante che sono completamente scomparse dalla natura, cioè circa quattro volte quello che prevedeva l'Unione Internazionale per la Protezione della Natura (IUCN): è quanto emerge da uno studio portato avanti da scienziati britannici e svedesi.

Il tasso di estinzione delle piante sta andando ad una velocità che corrisponde a più del doppio della velocità del tasso di estinzione di animali, degli uccelli e degli anfibi.

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Inoltre, è fino a 500 volte superiore al tasso naturale di estinzione che esisteva prima della rivoluzione industriale.

Questa ricerca, che non si basa su stime ma su fatti reali, ha dimostrato che dal 1900 ogni anno scompaiono tre specie di piante, ad una velocità circa 500 volte superiore a quanto accadrebbe se l’estinzione seguisse il suo ritmo naturale.

Non si stanno estinguendo solo gli animali

In un periodo storico in cui le attenzioni iniziano a concentrarsi sul problema dell’estinzione sempre più rapida di molte, troppe, specie animali e sullo scioglimento dei ghiacciai, ci stiamo dimenticando di un altro problema, di pari gravità: l’estinzione sempre più veloce delle piante.

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Un fenomeno che, come tanti altri, è stato causato anche dall'azione umana. La scomparsa delle piante infatti è dovuta principalmente alle attività umane distruttive, come la deforestazione e le diffuse agricolture che contrastano con la natura selvaggia.

Negli ultimi decenni l'uomo ha preso decisioni che sono andate, e che purtroppo continuano ad andare, nella direzione opposta alla tutela dell’ambiente e della natura in generale. Così in Amazzonia, per esempio, la metà degli alberi rischia l’estinzione.

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Scienza

Lo studio dell'Università di Stoccolma

Eilis Humphrey, dottoressa e biologa dell'Università di Stoccolma ha spiegato che grazie a questo studio è la prima volta che siamo arrivati ad avere una panoramica completa sullo stato delle piante, su quante sono quelle già estinte, dove è avvenuta l'estinzione e quanto velocemente è avvenuta.

D'altra parte, ha spiegato Eilis, è impossibile controllare tutte le piante, soprattutto quelle che si trovano negli angoli più remoti del pianeta.

Non solo, alcune piante scompaiono prima ancora di essere scoperte e "battezzate".

Così, nonostante ogni anno i botanici scoprono circa 2000 nuove specie di piante, altrettante si perdono ancora prima di poter essere studiate.

La maggior parte delle estinzioni sono avvenute nelle isole e nelle regioni tropicali. In prima posizione tra i Paesi che hanno visto estinguere il maggior numero di piante ci sono le Hawaii (con 79 piante), seguite dal Sud Africa (37 piante), dall'Australia, dal Brasile, dall'India e infine dal Madagascar.

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Esempi di piante estinte sono l'aromatico sandalo del Cile e l'ulivo dell'isola di Sant'Elena. A volte però piante che si pensava fossero estinte vengono ritrovate, come è accaduto per lo zafferano cileno.

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