La Polizia Metropolitana di Napoli ha recuperato all’aeroporto di Capodichino un esemplare di succiacapre, raro uccello migratore protetto dalla normativa vigente, successivamente affidato alle cure specialistiche.
L’animale è stato trovato all’interno di un hangar destinato alla manutenzione aeronautica, dove si era rifugiato in condizioni di evidente difficoltà. A segnalare la presenza del volatile, lunedì mattina, sono stati i tecnici di una società di manutenzione degli aeromobili operante nello scalo partenopeo, che hanno immediatamente allertato le autorità competenti.
"L'uccello era incapace di volare e versava in condizioni di evidente difficoltà".
L'intervento degli agenti
Gli agenti della Polizia Metropolitana sono intervenuti rapidamente, recuperando l’esemplare e trasferendolo al CRAS – Centro Recupero Animali Selvatici “Federico II”, attivo presso il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università di Napoli e operante in collaborazione con l’ASL Napoli 1 Centro. I veterinari hanno riscontrato un grave stato di denutrizione e stress, probabilmente legato al lungo e impegnativo viaggio migratorio che in questo periodo porta la specie dall’Africa all’Europa per la stagione riproduttiva. L’animale è ora in cura e verrà riabilitato prima della futura reimmissione in natura.
Il succiacapre
Il succiacapre (Caprimulgus europaeus) è una delle specie più particolari e affascinanti della fauna europea, nota per le sue straordinarie capacità mimetiche e per le antiche credenze popolari che ne hanno alimentato il mito. Il nome deriva infatti da una tradizione errata risalente all’antichità, già citata da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia, secondo cui l’uccello si avvicinerebbe agli animali domestici per “succhiare il latte delle capre”.
In realtà, la specie frequenta i pascoli perché attratta dall’abbondanza di insetti, che costituiscono la sua dieta principale. Il succiacapre è infatti un efficiente predatore aereo, capace di catturare mosche, tafani e falene in volo, anche grazie al caratteristico “volo stazionario”, noto come “spirito santo”.
Le sue abitudini sono prevalentemente crepuscolari e notturne: dotato di grandi occhi e di un piumaggio grigio-brunastro estremamente mimetico, durante il giorno rimane immobile sui rami, risultando quasi indistinguibile dall’ambiente circostante.
Per questo comportamento e per il volo silenzioso e agile delle ore serali, in alcune tradizioni popolari è stato persino associato erroneamente a figure leggendarie come il “vampiro”, mentre in realtà si tratta di una specie innocua e preziosa per l’equilibrio degli ecosistemi agricoli.